TrendPeter Do omaggia le tradizioni vietnamite
Una collezione che mette al centro il camicione lungo, reinventato in look diversi, per abiti in continua metamorfosi

Una collezione più personale, quasi «familiare», per Peter Do. Il designer vietnamita ha dedicato i suoi 20 look alla nonna, offrendo, nel corso di una presentazione in uno showroom accanto a Palais royal, un saggio della sua capacità di creare look paralleli con un unico capo che si smonta e si riallaccia. Quella grandmother che l’ha spinto verso la couture, che l’ha incoraggiato a seguire i propri sogni sartoriali.
Una collezione, si diceva, più vissuta, che si avvita sul corpo con plissé sinuosi, che è essenza di una metamorfosi nella quale la crisalide diventa farfalla e viceversa. Abiti radicali che si trasformano senza perdere mordente, modernissimi eppure con quel sapore antico, quasi mitologico, che rinvia a tradizioni lontane. Il nome di questo ensemble, Ao dai, significa camicia lunga, quell’abito di base della cultura asiatica qui reinventato in modi e tessuti diversi, arricchito da lacci e bottoni per una decostruzione mai definita in precedenza.
Diventato direttore artistico di Helmut Lang, Peter Do ha voluto dare un imprimatur più forte al messaggio del suo brand, insistendo sui volumi dei tailleur trapezoidali, dando nuovo spessore al trench, amplificando le sovrapposizioni, pensate come un layering da corazza ma sempre restituite con mano leggera, senza forzature. Nero e bianco sono i colori chiave, con sprazzi di grigio e beige. Una collezione decisamente accattivante, che conferma il talento stilistico del designer. (riproduzione riservata)