TrendPeserico e lo studio del movimento
L’opera di Lee Miller ispira la griffe da 125 milioni, tra velluti cangianti e lavorazioni che esaltano il dinamismo. Il womenswear in crescita del 12%
Peserico torna a sfilare alla Milano fashion week sotto le volte liberty della Galleria Meravigli, a due passi da Piazza Affari. In scena, una piccola parte della main collection dall’appeal daily e gran parte della collezione Aurea, che il brand dedica alla sera con look preziosi e sofisticati. Per l’azienda di Cornedo Vicentino, che ha chiuso il 2024 con ricavi a 125 milioni di euro (+10%) e un ebitda del 22%, la donna vale il 90% del business e «nell’ultimo anno è cresciuta del 12% con ottime performance sia retail che wholesale, confermando gli Stati Uniti come primo mercato», spiega a MFF il presidente Riccardo Peruffo. A ispirare il direttore creativo Paola Gonella per la fall-winter 2025/26, in cui spicca anche qualche look uomo, è stata la fotografa Lee Miller, che negli anni 30 seppe fare di sé la propria opera.
Da musa a creatrice di immagini, da figura a sguardo, capace di scrutare ciò che si cela dietro la superficie di una stampa autoriale. «Diceva che lo scatto migliore è quello che coglie ciò che non si vede», spiega Gonella, «che sia un dettaglio, una piega nell’ombra, il mondo interiore che prende forma». Così entrambe le collezioni raccontano trasformazioni e stati d’animo in mutamento attraverso una palette dominata da contrasti netti ma pervasa da una sottile luminosità di fondo, tra toni di blu e nero, beige e madreperla per l’eveningwear, mentre per il giorno si fanno strada nuance di verde, giallo, lilla e marrone. Le lavorazioni esaltano quel movimento che la fotografia è capace di cristallizzare, facendo diventare ogni scatto una storia che si svela da sé. Filati d’alpaca e lana effetto fur restituiscono matericità, mentre le viscose e i velluti creano riflessi cangianti su abiti, bomber e tute. Mentre la femminilità decisa di giacche e pantaloni si rinnova con satin e velluto a coste impreziositi da ricami handmade. Lo studio della luce prosegue infine nella tridimensionalità del fil coupé, soprattutto su abiti e camicie, e nel chiaroscuro delle garze tubolari ingabbiate da reti di paillettes. Ma passa anche per lane pettinate con laminature dégradé e per il punto luce distintivo della maison, che risplende su jacquard intarsiati e reti bouclé.
Giudizio. Il quiet luxury Peserico si veste di texture inedite e dettagli 3D che portano verve a una collezione elegante e misurata. Ogni dettaglio racconta storie di luce, ombra e metamorfosi. (riproduzione riservata)