TrendPaul Smith, occhi nuovi sull’archivio alla Milano fashion week
«Il mio team di design ha guardato con uno sguardo fresco gli oltre 5.000 capi che compongono quanto ho realizzato dagli anni Settanta», spiega lo stilista britannico alla sua seconda sfilata a Milano
La voce di Paul Smith accompagna lo show come un sottofondo narrativo, scandendo i diversi capitoli della collezione presentata in forma intima e riservata nell’headquarter del brand, nel cuore di Milano. I primi look appaiono quasi compassati e riprendono una giacca di fine anni Novanta, ma è proprio lo sguardo rinnovato sull’archivio il filo conduttore dell’intera proposta.
«La maggior parte dei designer che lavorano con me ha una trentina d’anni. Per loro poter studiare e osservare gli oltre cinquemila capi che compongono il mio archivio è stata un’esperienza stimolante», racconta Smith al termine dello show. «Hanno dimostrato cosa si può fare quando si rielabora qualcosa di già esistente con occhi nuovi e uno sguardo fresco».
Divertono i cappelli tradizionali, ma riproposti quasi a sembrare tricorni ridotti. Suggestivo anche il racconto delle foto scattate dal padre dello stilista, appassionato di fotografia, alcune delle quali vengono riproposte come stampe su camicie. «Pensate che quando ho iniziato non potevo permettermi un fotografo e quindi ho preso un illustratore. I suoi schizzi sono riportati su alcuni dei pezzi in collezione», conclude lo stilista. Il designer britannico, da oltre 55 anni al timone della sua maison, continua a mostrare freschezza e uno sguardo aperto verso il contemporaneo. (riproduzione riservata)