TrendPassaggio in India per Louis Vuitton
Da Beyoncé a Bradley Cooper, parata di star allo show di fronte al Centre Pompidou, in un set immaginato da Studio Mumbai. E Pharrell manda in scena completi new tailoring con cifre sul petto, rimandi all’alpinismo e al film The Darjeeling limited di Wes Anderson
Il boato della folla non lascia dubbi, alla sfilata Louis Vuitton stanno arrivando le star amate dal grande pubblico e amiche da sempre di Pharrell Williams, mente creativa dell’uomo per la maison di Lvmh. Sono stelle del calibro di Beyoncé e del marito Jay-Z che giungono quasi per ultimi, mano nella mano camminando davanti al Centre Pompidou che diventa uno sfondo per lo show, con una prima fila presa d’assalto dai fotografi. Ecco Bradley Cooper, Spike Lee e Jackson Wang, Jonathan Anderson prossimo al debutto da Dior insieme a Delphine Arnault, Nicolas Ghesquière che saluta Pietro Beccari. Il set è immaginato dallo stesso Pharrell e progettato dall’architetto Bijoy Jain di Studio Mumbai, il cui dialogo dà vita a un clash tra tradizione indiana e modernità, tra uomo e natura.
Passaggio in India come direbbe il celebre film. Dall’alto si scorge bene come il pavimento sia una riproduzione a grandezza naturale dell’antico gioco da tavolo indiano snakes and ladders, scale e serpenti, che si può affrontare con quei dadi contenuti nell’invito. Perché qui è una scommessa quella di affrontare un viaggio in stile The Darjeeling limited, pellicola di Wes Anderson del 2007 in cui comparivano borse Vuitton che vengono riproposte in sfilata. Tra disegni wild e grandi bauli, tra completi che respirano di new classic e accessori con acuti iper preziosi. Il ritmo si alza anche nella colonna sonoraoriginale composta e prodotta da Pharrell Williams, eseguita da Voices of fire e l’Orchestre du Pont Neuf e che con la première di Get right, una collaborazione con Doechii e Tyler, the creator.
Le cifre, che normalmente personalizzano le bag, rendono speciale un abito. Le borse Speedy P9 in pelle si accendono con righe dipinte e ricami monogram in filo dorato. Una borsa Nil M debutta in struzzo effetto seta, accanto a una Steamer workwear in coccodrillo blu e a una mini shopper in coccodrillo con pietre semipreziose. Ma ecco bomber di pelle come un aviatore, riflessi metallici e omaggi alla cultura alpinistica dell’India. Tra giacche tecniche, blouson raffinati simili al pile e scarponi da escursione reinterpretati in chiave dandy.
Giudizio. Ispirazione interessante. L’India è infatti uno dei paesi che dovrebbero rappresentare il futuro del lusso, secondo i report di banche d’affari e società di consulenza. Ma la fusione nella collezione è più naïf, non sembra forzata da un desiderio strategico. Qui c’è l’India dei ricami, degli accenti preziosi, dei riflessi che sembrano uscire da Holi festival, la festa dei colori. Si mixa con la mano ipervisiva di Pharrell e con il suo immaginario sospeso tra musica e new tailoring. (riproduzione riservata)