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Parata sartoriale in Sardegna per Dolce&Gabbana

Oltre 1.500 persone vestite con costumi locali hanno accompagnato la sfilata dedicata al tailoring uomo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Con un allestimento dal sapore cinematografico tra carri, mamuthones e amazzoni ingioiellate a cavallo

di Stefano Roncato (Santa Margherita di Pula)
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Il finale della sfilata Dolce&Gabbana Alta sartoria (ph Gorunway, courtesy Dolce&Gabbana)
Il finale della sfilata Dolce&Gabbana Alta sartoria (ph Gorunway, courtesy Dolce&Gabbana)

Le amazzoni ingioiellate a cavallo guardano con occhio fiero il pubblico. Fanno parte di quella parata animata da gruppi folkloristici locali con circa 1.500 persone che apre lo show Alta sartoria firmato Dolce&Gabbana. Che in Sardegna non si sente ospite ma vuole realizzare un vero e proprio omaggio a questa terra.

«L’Italia ha una ricchezza che tutto il mondo ci invidia», hanno spiegato a MFF gli stessi Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Che se per la collezione Alta moda avevano optato per un allestimento più metafisico, per l’uomo hanno immaginato un monumentale casale sardo da cui escono carri con buoi, musicisti e maschere ispirandosi alla tradizione sarda e alla festa di Sant’Efisio a Cagliari.

E dopo la parata aperta da donne e uomini in costume tipico che spargono petali di rosa, il suono dei campanacci dei mamuthones lascia spazio alle note di musica classica della colonna sonora in cui si riconoscono classici come Il barbiere di Siviglia e la Carmen. Un leggero vento soffia su quelle silhouette che aprono lo show con volumi ampi spaziando dai neri ai ricami e a grandi camicie bianche inamidate con colli montanti altissimi.

«Ci siamo ispirati alla vera cultura della Sardegna, reinterpretando delle idee che vengono dai costumi locali», hanno continuato i due designer, che mandano in pedana gonne preziose dalla tradizione e grandi coat pelosi.

Ma ecco anche riflesso d’oro nei tessuti, corsetti e decor dal sapore quasi religioso, lunghe frange che si muovono come onde preziose, all over su tutto il corpo. Tra boleri che hanno rimandi latini e spagnoleggianti, pelliccioni di lana e top dagli intrecci ipervisivi.

Giudizio. Bello il modo in cui si è metabolizzato il fattore artigianale e gli elementi provenienti dalla tradizione locale. La sfilata svela e aggiunge una vena di glamour e di sensualità, è un tassello di quello show che nel complesso è un omaggio rispettoso e orgoglioso con una potenza cinematografica. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 04/07/2024 19:30
Ultimo aggiornamento: 05/07/2024 11:25
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