TrendOfficina Ferrari
Il designer Rocco Iannone paragona i meccanici con i loro attrezzi alla vita d’atelier di Pablo Picasso
Anna Wintour conversa amabilmente con John Elkann e family al gran completo. Il set con layer di moquette in diverse sfumature di rosso è intimo e con i guest giusti. Nel backstage il creativo di Ferrari, Rocco Iannone, spiega: «L’officina è il luogo in cui l’opifex, l’artefice, svolge il suo officium, ossia il suo compito. È lo spazio della creazione irruenta e metodica, il laboratorio in cui, attraverso testa e impegno, le idee, guidando gli strumenti e le mani, prendono corporeità nella materia, o restano semplicemente idee, affinandosi, perfezionandosi, evolvendosi». Sul moodboard ci sono attrezzi e operai, ma anche due scatti dall’atelier di Pablo Picasso.
Lo show si apre con la performance di un soprano con due strumentisti. E poi parte un ostinato che ricorda il ritmo del Bolero di Maurice Ravel (Iannone è grande appassionato di danza ed ex danzatore lui stesso, ndr). I look sono più formali del solito. Con volumi ampi per lui e lei. I pellami sono ingrassati, spugnati, tinti a mano, lucidati e spazzolati, scrostati come affreschi artistici. Il denim si reinventa in continue variazioni di colore che generano illusioni trompe l’oeil.
«La valigetta degli attrezzi diventa una borsa. Penso che tutti dovremmo averne una… dove le mani trovano ciò che cercano senza dover guardare», prosegue il designer. I panni di cashmere sono zibellinati in superficie per assumere una nuova lussuosa morbidezza. La maglieria è aderente e lucida, oppure rielaborata con incroci di trecce e coste ispirati agli stucchi ornamentali. Anche i colori sono amalgamati, nuvolati, indefiniti, in divenire, tra i toni caldi e aranciati, i verdi e gli azzurri, i rossi che si contaminano a vicenda.
Giudizio. «Il genio è per l’1% ispirazione, e per il 99% traspirazione», recita la famosa frase attribuita a Thomas Edison. Iannone forgia l’espressione più alta dell’armonia dei contrasti, accelerando la ricerca e la reinvenzione dei componenti e degli elementi fondanti dell’estetica Ferrari: la ricchezza materica, la raffinatezza tattile, le vibrazioni visive, la singolarità dei tagli sartoriali, la virtuosa sublimazione di impunture e cuciture che diventano fregi decorativi. (riproduzione riservata)