BusinessNuorder, il digitale come filtro tra brand e retailer
Paola De Marco, senior director client success global della piattaforma, racconta al MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025 come l’uso intelligente dei dati e l’Ai stiano cambiando il modo in cui i marchi italiani e internazionali interagiscono con i negozi Migliorando vendite, efficienza e customer experience
Negli ultimi 15 anni, Nuorder si è posizionata come piattaforma b2b innovativa per i brand e i retailer, supportando l’industria nella gestione delle vendite e nella presentazione dei prodotti. Secondo Paola De Marco, senior director client success globale di Nuorder, la relazione tra brand e retailer è cambiata profondamente: «Si sta passando da un approccio transazionale a uno collaborativo. Ora non si tratta solo di dire questo è il prodotto che dovete vendere, ma di analizzare insieme i dati per massimizzare il sell out in ogni punto vendita».
E il 2020 ha segnato una svolta cruciale in questo processo. La pandemia ha accelerato la digitalizzazione, costringendo i brand a rendere disponibili online le informazioni sui prodotti già nelle fasi iniziali del processo. Questo ha permesso ai retailer di collaborare più strettamente con i marchi, ottimizzando assortimenti e strategie di vendita.
L’introduzione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale ha reso possibile l’analisi dei dati di vendita e l’automazione degli ordini. Come spiega la manager, «Il potere dell’Ai è buono solo quanto lo sono i dati. La chiave è avere numeri puliti, standardizzati e arricchiti, dalle informazioni iniziali del brand fino al consumatore finale». In pratica, le piattaforme come Nuorder permettono di monitorare trend, performance per categoria, regioni e punti vendita, consentendo reorder automatici e assortimenti più mirati, con un incremento medio dell’11% del valore degli ordini.
Oltre alla collaborazione, la tecnologia permette ai brand e ai retailer di risparmiare tempo prezioso nei processi operativi. De Marco sottolinea come Nuorder abbia ridotto fino al 90% il tempo necessario per creare ordini e gestire prodotti, liberando risorse da dedicare a strategie di vendita più efficaci.
Per le aziende italiane, la sfida è raccontare la propria storia attraverso i dati e la tecnologia. «I consumatori sono sempre più attenti al brand e alla narrazione», afferma De Marco. «Le aziende italiane eccellono in questo e la tecnologia consente di valorizzare ancora di più la loro storia».
L’industria globale del retail sta vivendo un momento di profonda trasformazione, digitalizzazione, Ai e dati predittivi stanno ridefinendo il modo in cui i brand interagiscono con i retailer. Come dimostra l’esperienza di Nuorder, chi saprà integrare tecnologia e collaborazione potrà non solo migliorare l’efficienza operativa, ma anche rafforzare il legame con i propri partner e offrire un’esperienza più curata e personalizzata al consumatore. «Ora i consumatori sono molto concentrati sul brand e sulla storia. È qualcosa in cui le compagnie italiane eccellono nel raccontare la storia del brand e i consumatori vogliono sostenere valori in cui credono. Quindi, sfruttare la tecnologia per raccontare quella storia sarà sicuramente molto impattante», conclude. (riproduzione riservata)