TrendNella voliera con Harris Reed alla London fashion week
Per il suo 10° show, lo stilista porta nella cornice neogotica del St. Pancras hotel un universo di silhouettes alate, corsetti scultura e crinoline trasformate in armature. Con tessuti d’artista firmati Fromental tra wisteria dorata e velluti devoré
Il 10° capitolo di Harris Reed si apre in un luogo che sembra scritto apposta per il suo immaginario, il St. Pancras hotel, con le guglie vittoriane e l’interno neogotico trasformato in una voliera teatrale. «The aviary» è il titolo della collezione, e già racconta tutto: gabbie e libertà, contenimento e slancio, piumaggi cromatici e armature da sogno. I modelli sfilano come uccelli rari, oscillando fra costrizione e liberazione, tra silhouettes a gabbia e aperture alari.
La costruzione parte dal corpo e dalle sue proporzioni. Corsetti, crinoline e drappeggi eccessivi definiscono un’estetica che è al tempo stesso scultura e performance. Un completo sartoriale con pantaloni flared allargati sui fianchi e giacca corsetto che stringe la vita e spalanca le spalle altera completamente la percezione del corpo, mentre dalle strutture centrali partono estensioni come ali. Le celebri crinoline di Reed si trasformano in gonne sirena, si espongono contorte come catturate in una danza e infine diventano corazze in gros-grain rosso.
Se l’architettura è una gabbia, il colore diventa piumaggio. Lilac e chartreuse su duchesse di seta dipinta a mano con glicini dorati; nastri di velluto, devoré e stampe animalier astratte che oscillano fra tartaruga e tigre; pizzi Nottingham tradotti in paesaggi di merletto per bustier e top a ventaglio. Con Fromental, maestro di carte da parati d’autore, Reed spinge l’artigianato oltre il décor: le sete vengono dipinte, ricamate, dorate a mano, fino a sembrare affreschi in movimento addosso ai modelli.
Il tutto restituisce una visione couture che abbraccia fluidità di genere e teatralità, segni distintivi di Reed sin dagli esordi. In passerella si percepisce il peso di dieci stagioni, un linguaggio che si è strutturato e raffinato, senza perdere la sua componente visionaria. (riproduzione riservata)