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Nella valigia dei ricordi di Dries Van Noten

Il designer Julian Klausner immagina il viaggio verso la grande città di neolaureati affezionati ai loro vestiti. In un collage dal mood romantico

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Dries Van Noten fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Dries Van Noten fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Il soundtrack è ipnotico, Yo ga aketara (When dawn breaks) di Maki Asakawa, pubblicato nel 1969. Una canzone che sembra sospesa tra notte e mattino e che diventa la chiave emotiva della seconda collezione uomo firmata da Julian Klausner per Dries Van Noten. Qui il coming of age non è mai enfatico o nostalgico, ma attraversato da una leggerezza consapevole, da quella gioia sottile che accompagna i nuovi inizi. «Non in modo drammatico o romantico, ma celebrando la felicità delle prime volte», racconta Klausner, che immagina giovani laureati lasciare casa, salire su un treno, portando con sé non solo vestiti ma pezzi di vita.

I capi diventano comforters, souvenir, radici. Un cappotto del padre, le stampe floreali della madre, una sciarpa di un fratello, un maglione amato, una giacca scolastica ormai troppo stretta. Il guardaroba è un collage affettivo, indossato in modo spontaneo, quasi istintivo. Le silhouette sono alte, irregolari, volutamente sbilanciate: troppo strette o troppo larghe, troppo lunghe o appena accorciate. La severità sartoriale delle uniformi scolastiche viene ammorbidita da parka, cappe, pencil coat e inserti knit onnipresenti, tra Fair isle, argyle, righe e ricami.

Le fantasie floreali appaiono come sfocate, stampate da polaroid sbiadite. I nodi – sciarpe strette, cravatte allentate – diventano un gesto intenzionale. La palette, fedele alla maison, gioca su blu, grigi e neutri, accesi da pastelli «Fruitella». Ai piedi, scarpe basse pronte al movimento: sneaker, boxing shoes alte, Oxford wholecut. Le borse sono morbide e capienti, da palestra o da scuola, pensate per portare il mondo con sé. Accessori come amuleti, spille da pesca, occhiali da esploratore chiudono il racconto di personaggi che stanno imparando chi sono, «quando l’alba arriva». 

Giudizio. Una collezione intima e misurata, che parla di crescita senza retorica. Julian Klausner lavora per sottrazione, restando fedele allo spirito Dries. Un’alba silenziosa, ma piena di possibilità. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/01/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 23/01/2026 19:00
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