TrendNella foresta incantata di Dries Van Noten
Per il brand di Puig Julian Klausner costruisce un immaginario sospeso tra bosco impressionista e sensualità. Raso, piume, denim dipinto e silhouette light scrivono un racconto seducente
Alla Porte de Saint-Cloud lo spazio si apre come un grande quadrato vuoto, quasi un vuoto scenico pensato per essere abitato dal suono prima ancora che dagli abiti. Il silenzio iniziale è attraversato dal respiro della natura: cinguettii, fruscii, una foresta che sembra avvicinarsi lentamente. Poi entra il Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, e tutto si allinea a una dimensione sospesa, tra sogno e memoria coreografica.
Il primo modello dello show di Dries Van Noten appare senza rotture, come se fosse sempre stato lì. Piume tra i capelli, corpo asciutto, una presenza fragile e insieme scolpita. Indossa raso di seta che scivola sul corpo come una lingerie maschile reinterpretata, mai esibita ma appena suggerita. Le camicie oversize sono preziose, quasi liquide, costruite su un’eleganza che rifiuta la rigidità. A volte un solo guanto rompe la simmetria, gesto minimo che diventa segno: un falconiere contemporaneo che trattiene una borsa in pelle perfettamente coordinata. La collezione si muove per stratificazioni leggere di colore. Crema, nocciola, azzurro cielo si dissolvono l’uno nell’altro come in un paesaggio impressionista.
Su alcuni denim, le nuvole sembrano dipinte a mano, con una sensibilità che richiama la pittura fauve, dove il reale non viene imitato ma evocato. Tutto è attraversato da una tensione morbida, una sensualità che non forza mai il volume ma lo lascia respirare. Nel finale, i foulard si trasformano in top che lasciano la schiena completamente nuda, come un ultimo gesto di sottrazione. È qui che la collezione trova il suo punto più libero: non nella costruzione, ma nella dissolvenza.
Giudizio. A show concluso, Julian Klausner si concede alla stampa, quasi assediato dai telefoni. Parla di una ricerca di libertà e leggerezza, di una gioia di vivere che prende forma negli abiti come luce filtrata tra gli alberi di una foresta immaginaria. (riproduzione riservata)