TrendNella fiaba orni-tailoring creata da Thom Browne
Il designer americano cita il mondo degli uccelli e sceglie intarsi, tessuti maschili rielaborati e sartoriale dalle proporzioni esasperate. «Stiamo valutando di separare gli show di uomo e donna e di tornare a Parigi il prossimo giugno con il menswear»
Duemila origami a forma di uccelli disegnano uno stormo ad onda per l’allestimento-installazione dello show. E in scena compaiono una coppia di bird watcher alla Thom Browne maniera, con una divisa tra giacca sartoriale e stivali alti un po’ pescatore un po’ da caccia nella campagna inglese. Perché il designer americano legato al gruppo Zegna regala un nuovo sguardo al mondo del sartoriale con un occhio leggero come il volo di un uccello, simbolo di libertà.
Un po’ un orni-tailoring dato che nelle giacche e nei cappotti dalla costruzione precisa si insinuano uccelli ricamati con una maestria negli intarsi e nella cura dei dettagli che sembra venire dal quel mondo couture che Thom Browne ha esplorato e da cui si è fatto contaminare, portando elementi nella sua linea pàp, con un punto di incontro proprio nei negozi dove convivono le due dimensioni.
«È importante che le forme più concettuali rendano le forme classiche più interessanti e le idee classiche rendano le idee concettuali più comprensibili. Di cosa hanno bisogno gli stilisti oggi? Di individualità. Devono fare quello che li rappresenta», ha spiegato a MFF lo stesso Thom Browne, in un incontro speciale durante i fitting dello show. In particolare mentre veniva messo a punto l’ultimo look, quello del finalone, indossato da una statuaria Alex Wek. Giacchino che riprende i tagli couture, gonna strabordante doppiata con crinoline, scarpe innalzate da platform come altari.
E ciglia con applicate quelle lunghe piumette come ali di un volatile. O civettuole, sempre per rimanere in tema. «Il tailoring per me rimane sempre importante ma io ho sempre giocato con le proporzioni. Sin dal primo grey suit, perché fosse più interessante di un abito grigio». Ma continuerà con la couture nella Ville lumière? «Per ora posso dire che sto pensando di separare lo show uomo da quello donna. Mi piace che ci sia il tempo di vedere e apprezzare. Già a giugno valutiamo di tornare a Parigi con il mio menswear».
Giudizio. Le sfilate di Thom Browne hanno sempre quel tocco di fiaba surreale che rappresenta la sua cifra. E che sempre ammalia. Ma complice un po’ sfilare a New York che non è esattamente al massimo della forma, complice la formula dell show co-ed, il messaggio rischia di essere meno incisivo e solo per i meno fortunati presenti. Mentre la scelta futura di avere un momento separato tra uomo e donna in diverse piazze mondiali aiuterà a spiccare il volo, per dirla sempre in chiave birdy. (riproduzione riservata)