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Nella casa degli spiriti di Prada

Silhouette allungate e volutamente esasperate, da artisti maledetti. Giochi di layering e di abbinamenti a contrasto Effetti used che rivelano una doppia anima dei tessuti nella collezione di Miuccia Prada e Raf Simons

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Un look Prada fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Prada fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Pareti con boiserie delle magioni hausmaniane. Caminetti dalle striature marmorizzate. Tracce di pavimenti che hanno ceduto negli anni, stratificati. La casa di Prada ricreata nell’allestimento dello show mostra segni di tante vite vissute in precedenza, di tanti inquilini che hanno respirato in quelle stanze. Si sono mossi nei decenni, spiriti ricordati con amore in un passaggio temporale che accompagna la collezione uomo della maison milanese, immaginata da Miuccia Prada e Raf Simons. Con una nuova silhouette allungata e precisa in cui i capi nascono da elementi familiari, ma trasformati rimettendo in gioco le convezioni. Sono ragazzi dalle linee che sembrano disegnate, alti, asciutti, un po’ vampiri, sicuramente molto today. Sono artisti maledetti della Parigi del Moulin rouge, consumati dall’assenzio e dalle notti della Belle époque, con abiti stretti addosso in quei doppiopetto allungati che si asciugano sul corpo. Con piccoli monili, orecchini metallici e gemelli per quei polsini che si portano vistosamente fuori dalle maniche. Tra frammenti di mantelline, disegnati che sembrano quadri antichi e lavorazioni e doppiature dei materiali del capospalla che consumandosi fanno vedere una seconda anima.

Con l’idea di due parole messe quasi a confronto, before and next. «In realtà vediamo due mondi che competono», spiegano gli stessi Miuccia Prada e Raf Simons nel backstage della sfilata. «O parli del mondo di oggi, oppure parli di moda. Mettere insieme queste due dimensioni, in questo momento, è scomodo, è una situazione scomoda. Perché? È un tempo di grandi contraddizioni. È un momento in cui senti di non poterti fermare né congelare. Sentiamo il bisogno di lavorare, di provare, di continuare a cercare». E la ricerca porta ad acuti nei dettagli. Pieghettature come appena alzati da un letto, cappelli che rimangono schiacciati contro le scapole di una capospalla. Gli orli dei pantaloni mangiati dai tacchi degli anfibi che non conoscono riposo. Doppi portafogli nelle tasche sul retro per chi non ha paura dei pickpockets che invadono oggi le città. Canotte geometriche definiscono scollature a quadro. «L’onestà intellettuale è fondamentale», hanno continuato Miuccia Prada e Raf Simons, «in passato le persone hanno reagito ai momenti storici anche attraverso il modo di vestirsi, dagli anni Sessanta e Settanta andando ancora più indietro. Oggi non c’è una reazione diretta, non ci sono movimenti così evidenti, ma sentiamo comunque che dobbiamo andare avanti».

Giudizio. Before and next recita la press release. Prima e dopo. O meglio prima e dopo la sfilata di Prada perché la collezione e lo show non lasciano via di fuga, conquistano completamente con quelle silhouette allungate volutamente esasperate. Con quei giochi di mantelline a contrasto con i capospalla sottostanti, con quella palette notturna improvvisamente illuminata da un elemento che scardina l’ordine prestabilito. Con touch di chaos affascinante. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/01/2026 19:10
Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 19:12
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