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Nell’armadio di famiglia Zegna alla Milano fashion week

Un ideale guardaroba, allestito all’interno del Palazzo del ghiaccio, racchiude capi originali della famiglia fondatrice del marchio. Mentre in passerella sfilano capi timeless riletti in chiave contemporanea dal direttore artistico Alessandro Sartori

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Un momento dello show Zegna fall-winter 2026 (ph Chiara Bottoni)
Un momento dello show Zegna fall-winter 2026 (ph Chiara Bottoni)

Un testimone che si passa tra generazioni. Come un abito concepito per durare nel tempo. Come l’eredità di un’azienda di famiglia. Come la fiaccola olimpica consegnata di mano in mano dai tedofori. L’idea di tramandare valori è il cuore dello show di Zegna che ha inaugurato la Milano fashion week con un allestimento all’interno del Palazzo del ghiaccio, pensato per riprodurre un armadio ideale in cui sono custoditi i capi posseduti dalla famiglia. Si parte dall’abito n.1, il primo realizzato su misura negli anni 30 per il Conte Ermenegildo Zegna, conservato in una teca come un orologio da collezione per poi passare a quei pezzi, conservati perfettamente nelle ante del grande guardaroba centrale, delle famiglie di Gildo e Paolo Zegna, terza generazione. Che recentemente ha passato il testimone ad Angelo ed Edoardo, co-ceo del marchio. Tutto nel segno della famiglia appunto. «Mi sento il custode di a questo armadio che attraversa quattro generazioni», sottolinea il direttore artistico Alessandro Sartori, tenendo tra le mani il cappotto che Gildo Zegna ha scelto di indossare e che apparteneva a suo padre. Un capo di estrema modernità che potrebbe essere stato disegnato oggi. Così sotto gli occhi di ospiti come Mads Mikkelsen, Lee Byung-Hun e Roman Coppola solo per citarne alcuni sfilano i modelli tra cui l’attore William Chan, in veste inedita. Un’uscita in vestaglia come divertissement per poi dare spazio a silhouette dai volumi allungati, liberi ma dalle spalle costruite. Il cappotto è protagonista, alternato alla giacca Conte rivisitata, ai bomber di pelle per il giorno e per la sera e alle overshirt. I pantaloni sono morbidi con due pinces. Hanno il fondo più stretto, abbandonato sopra i mocassini decostruiti. Perché la differenza è fatta dai dettagli. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/01/2026 15:45
Ultimo aggiornamento: 16/01/2026 15:58
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