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Nel miraggio di Rowen Rose

Una chiesa sconsacrata, un deserto e una collezione co-ed. Tra suggestioni artistiche e look ancorati ai codici del brand francese ma Made in Italy

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Un look Rowen Rose f-w 2026/2027 (courtesy Rowen Rose)
Un look Rowen Rose f-w 2026/2027 (courtesy Rowen Rose)

Tutti a messa con Rowen Rose. L’ingresso è segnato dall’odore d’incenso, da una temperatura ambigua, dal rosso che affiora tra pietra e sabbia. La designer francese Emma Rowen Rose sceglie una chiesa abbandonata per presentare «Mirage rose», sfilata co-ed che punta sull’esperienza prima ancora che sugli abiti.

Dopo il debutto a Villa Litta Lainate nel giugno 2025, il brand insiste sul formato immersivo. Qui il riferimento è il deserto, evocato come spazio mentale, con un chiaro rimando alle rovine di Petra. La scenografia domina, luce calda e instabile e una fragranza ambrata firmata L’Artisan parfumeur che avvolge lo spazio.

La collezione prosegue l’estensione del menswear, confermando una fluidità ormai strutturale nel linguaggio del marchio. Tessuti naturali, pelli e sete plissettate, patchwork e frange dialogano con silhouette costruite e la spalla forte, cifra riconoscibile di Rowen Rose. La palette si muove tra marroni, terracotta e gialli senape, interrotta da contrasti netti e lampi di rosso e rosa.

E poi i riferimenti dichiarati al surrealismo, da Salvador Dalí a Paul Éluard. E l’illusione come motore creativo.

Giudizio. Alla fine, come nel deserto messo in scena, ciò che rimane è una traccia. Una silhouette netta, un’immagine definita e una scia di profumo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/01/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 19:00
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