TrendNel giardino seersucker creato da Thom Browne
La fiaba del principe che sposò la rana anima palazzo Serbelloni, sede milanese del brand di Zegna. Tra ricami di api, formiche, grilli e foglie dorate

Un giorno il principe sposò la rana. La fantasia di Thom Browne trasforma il cortile di Palazzo Serbelloni, sede milanese del marchio parte del gruppo Zegna, in un giardino di fiori seersucker attraversato da animali fantastici. Api, formiche e uccelli diventano ricami sulle uniformi estive dello stilista. Che mescola l’American preppy a dettagli preziosi per una presenza eccezionale nel calendario della Milano fashion week. «Lo show è una combinazione che prende vita dalla vera estetica americana arricchita con un livello di costruzione e di dettagli che si può definire haute couture», racconta a MFF Browne, che esce a fine sfilata con la maschera di un ranocchio dopo che si sono celebrate le nozze tra un principe vestito di latex nero, messo a dura prova dalle temperature bollenti, e una sposa con tanto di velo.

La preziosità è elemento peculiare della collezione come emerge dai ricami con le perline tubolari e dai disegni in filo d’oro, oltre che dai materiali ricercatissimi. «Uno dei tessuti più importanti sviluppati insieme al gruppo Zegna è lo Swiss dot. È un tessuto che utilizzo da circa vent’anni, che richiama gli inizi del mio percorso ma allo stesso tempo è stato ulteriormente sviluppato con il gruppo», prosegue il designer, menzionando il tailoring made in Italy ma anche i capi tecnici e il denim made in Japan.
Per la spring-summer 2027, infatti, la sartorialità dei completi impeccabili si mescola a una maggiore leggerezza, i tessuti madras a quadri, in lane e cotoni, si combinano ai materiali tecnici per l’outerwear in cordura e le field jacket tecnologiche. Api ricamate si arrampicano verso alveari dorati, furbe rane saltano tra foglie di ninfea, applicazioni di grilli e formiche brillano accanto ad ali di libellula e ricami a nido d’ape. Mentre apicoltori avanzano con cappelli a tesa larga di paglia o veli per ripararsi dalle api dispettose. Per raccontare una nuova fiaba di stile, arricchita dal colore.

Giudizio. La presenza di Thom Browne regala a Milano un momento hot nel vero e proprio senso del termine. Sia per le temperature estreme raggiunte nel cortile di Palazzo Serbelloni che per l’interesse suscitato tra la stampa e i buyer. Le aspettative non sono state tradite. Sarebbe bello avere il marchio come presenza fissa in calendario ma al momento non è dato sapere. Le fiabe hanno a volte dei finali imprevedibili. Meglio godersi il racconto del momento. (riproduzione riservata)
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