skin track
Trend

Nel giardino d’artista di Dior

Jonathan Anderson cita il lavoro di Lynda Benglis nella sua seconda prova couture per la maison di Lvmh. «Mi hanno colpito la sua vita tra Santa Fe e l’India e il suo spirito rivoluzionario», spiega. Citandone le opere tra plissé metallici, maxi ventagli, layering 3D, ricami di felci e una T-shirt manifesto

di Chiara Bottoni (Parigi)
Leggi dopo
tempo di lettura

Un look Dior haute couture fall-winter 2026/27 (foto Francesc Ten/MFF)
Un look Dior haute couture fall-winter 2026/27 (foto Francesc Ten/MFF)

Uno spazio aperto lateralmente, punteggiato da felci della Tasmania crea un microclima in simbiosi con il giardino del Musée Rodin di Parigi. Una black box senza quinte conduce in un viaggio attraverso il mondo, che parte dal New Mexico per approdare in India e raccontare così la seconda collezione haute couture immaginata da Jonathan Anderson per Dior. Che torna a collaborare con l’artista americana Lynda Benglis, già chiamata in causa per due sue collezioni da Loewe, protagonista anche di un documentario lanciato ieri nella sua prima parte. «È una fonte di grande ispirazione per me, abbiamo intessuto un lungo dialogo», spiega Anderson durante una preview a poche ore dall’inizio dello show. «La sfilata è incentrata sul modo in cui ha vissuto tra Santa Fe e l’India e su come i paesaggi di questi due luoghi, che possono essere estremamente caldi o estremamente freddi, trasformino la percezione della natura: un giardino può sembrare estivo in inverno e invernale in estate».

La collezione si concentra su cinque gruppi di opere che Benglis ha realizzato dagli anni 70 fino a oggi. C’è il suo amore per le sculture in alluminio, tradotto maxi in plissé sugli abiti e in fiocchi giganti o in accessori come borse e cappelli, ci sono i ventagli che lei stessa realizzò in India e che diventano architetture sui gown o i cui dettagli decorano le décolleté, ci sono le sovrapposizioni di materiali che danno vita a strutture tridimensionali. Tutto è plasmato e manipolato per passare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. «Mi ha conquistato il suo atteggiamento rivoluzionario», prosegue il designer. «Quando era poco conosciuta decise di acquistare una pubblicità molto controversa su Artforum. Qui abbiamo riprodotto la sua maglietta originale, Fruit of the loom, che è stata poi sfocata e quasi completamente cancellata per dare vita a un abito».

Un look Dior haute couture autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Dior haute couture autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

E così è anche in un certo senso rivoluzionaria l’idea di attingere agli archivi di monsieur Chrisitan Dior per pescare tessuti che sono usati come fodere dei capi, mentre la bar jacket viene riletta come un coat che si dissolve sul fondo in georgette e il cappotto Arizona viene riplasmato dalla stessa Benglis attraverso un maxi nodo. Eucalipti e cactus lavorati a maglia decorano i coat, reti metalliche si mescolano a veli, seta e glitter vengono sovrapposti per ottenere lo stesso effetto delle opere dell’artista sui gown, mentre l’abito da sposa finale, impossibile non pensare alle nozze spettacolo di Taylor Swift, si alleggerisce all’estremo mimando il modo in cui i soffioni si impigliano agli abiti. In una sorta di demistificazione dell’alta moda.

Un look Dior haute couture autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Dior haute couture autunno-inverno 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

«Mi piace veicolare questo messaggio della couture e avvicinarla alle persone», ha concluso Anderson. «Faremo come la scorsa stagione: terminata la sfilata, prepareremo lo spazio per i clienti e poi allestiremo una mostra dedicata sia alla seconda collezione sia alle opere di Linda Benglis dagli anni 70 fino a oggi. Sarà aperta anche alle scuole fino al 12 luglio, a gennaio è stato un enorme successo».

Giudizio. L’arte è sempre stata parte irrinunciabile nel lavoro di Jonathan Anderson. Per questa sua seconda prova alla guida della couture della maison di Lvmh si fa però elemento integrante della collezione, dando vita a gown concepiti come sculture in un esercizio complesso per gli atelier. Tra intense lavorazioni materiche e altre sperimentazioni che rendono ogni creazione un unicum di decorativismo e abile tecnica. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/07/2026 19:39
Ultimo aggiornamento: 06/07/2026 19:43
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso