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Nel dark club di Mm6 Maison Margiela

Un mix di techno e synth pop accompagna la nuova prova del brand di Otb. Tra archetipi del guardaroba ribaltati e astratti, e la collaborazione con Dr. Martens

di Margherita Malaguti
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Un look Mm6 Maison Margiela (courtesy Mm6 Maison Margiela)
Un look Mm6 Maison Margiela (courtesy Mm6 Maison Margiela)

Pioggia battente fuori, quiete ovattata dentro. Si scende sotto, tra tappeti calmi e tende di mussola come quinte a definire lo spazio sfilata di Mm6 Maison Margiela. Quel bianco signature del brand della Otb di Renzo Rosso, un po’ più morbido. I passi degli ospiti imprimono impronte, un gesto improvviso dettato solo dal (mal)tempo di Milano, ma perfettamente naturale dove vive l’eredità di Martin Margiela.

C’è tempo per pensieri distesi, ma quando la musica irrompe, l’atmosfera cambia. È «dannata», come raccontano da Mm6. La colonna sonora definisce un paesaggio musicale e un mood electroclash. Porta ai primi Duemila, quando comparve un genere elettronico tra synth-pop e techno. Anni 80 e Novanta, New York e Berlino. Zip a squarciare i vestiti e accessori di plastica trasparente, come gli occhiali da chimico. Per ragazze da club sexy e ammaccate, con quegli stivali stretti che arrivano alla coscia e la maglieria destroyed. Con giacche biker che si portano da sole, di qualche taglia in più. E baveri di blazer che si ribaltano per sigillare ermeticamente il décolleté. Oppure le maniche si squarciano e rimane la forma boxy delle spalle imbottite.

Un look Mm6 Maison Margiela fall-winter 2024 (courtesy Mm6 Maison Margiela)
Un look Mm6 Maison Margiela fall-winter 2024 (courtesy Mm6 Maison Margiela)

Gli orli sono a vivo e si sfilacciano, per lei e per lui. Mentre sfila la collaborazione con Dr. Martens, i capospalla si ribaltano, esce la fodera, si portano al contrario e si chiudono sulla schiena. Sono un abito. Perché per Mm6 quello in pedana è un lavoro di passaggio da oggetto a oggetto. Che è ancora ciò che era prima, ma già non lo è più. La si è chiamata decostruzione concettuale anti-sistema, la pratica del fondatore. Che ha definito un’eredità di avanguardia creativa iconoclasta su cui sembra tornare, stagione dopo stagione, il team di Mm6. Ma il brand oggi parla di «astrazione» per descrivere quel processo messo in atto sugli indumenti che, mentre sfilano in passerella, non riflettono l’immagine e la funzione che dovrebbero avere nella loro accezione di archetipi del guardaroba.

Giudizio. «Not what it is», si legge. È una dichiarazione. I pezzi non sono quello che sono. Ma sono desiderabili. E forti. (riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 22/02/2024 16:51
Ultimo aggiornamento: 22/02/2024 19:13
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