TrendNegli oceani con Iris van Herpen
Lo show si apre con una performance ispirata da Loïe Fuller che si erge come un fantasma dalle fattezze surreali. Tra i look, un modello composto da 125 milioni di alghe bioluminescenti incapsulate in una membrana protettiva
Nell’oscurità degli abissi le creature marine di Iris van Herpen prendono vita vestite di acqua e di luce. Un movimento fluido le spinge in avanti. La danza delle braccia ritma il loro incedere lento, cadenzato, e veli tesi come ali subacquee solcano la passerella come pinne di pesci tropicali. Il teatro Elysée Montmartre si trasforma in uno spazio oceanico dove meravigliose creazioni fatte di scaglie, di polvere di stelle e di guizzi fluorescenti disegnano un reame a cavallo tra realtà e fantascienza.Lo show si apre con una performance ispirata da Loïe Fuller che si erge come un fantasma dalle fattezze surreali. La designer ha lavorato sul concept Gaia dell’ecologista James Lovelock che afferma che: «l’oceano, l’atmosfera e il clima sono tutti collegati. Sono intrecciati insieme come un tessuto auto-regolato».
Ed ecco dunque quest’ibridazione tra regno animale, vegetale e interstellare con cui Iris costruisce un guardaroba che appare dal nulla e diventa un acquario popolato da meduse, pesci palla, granchi giganti, murene… «Questa collezione è una collaborazione con la natura stessa. Il biodesign ci invita a ripensare il modo in cui usiamo i materiali. Il corpo non è più isolato ma parte di un ecosistema in cui la moda diventa viva, responsabile e connessa al mondo naturale», spiega la designer. La prova che quello che dice è vero la offre facendo sfilare un look «abitato» da 125 milioni di alghe bioluminescenti incapsulate in una membrana protettiva. Un progetto sperimentale condotto con il biodesigner Chris Bellamy.
Giudizio. Sympoiesis mette la forza creativa di Iris van Herpen al servizio di una riflessione sulla nostra responsabilità verso il pianeta e sui legami che si costruiscono tra tutte le forme viventi. (riproduzione riservata)