BusinessModa e lusso, la capitalizzazione in borsa è cresciuta del 1.566% negli ultimi 35 anni
Da 120 a oltre 2.000 miliardi di euro dal 1989 a oggi. Questi i numeri calcolati da MFF con il supporto della banca dati di Milano Finanza intelligence unit. Oggi i titoli quotati sono più di 70, a dimostrazione dell’ascesa del settore sui mercati azionari

Da 120 a 2.000 miliardi di euro in 35 anni. Un incremento di valore del 1.566% che dimostra chiaramente l’ascesa del fashion & luxury sui mercati azionari. Se nel 1989 erano ancora relativamente poche le società del settore che avevano scelto di quotarsi, oggi la borsa esercita un appeal molto diverso sul comparto.
Si parla di circa quindici realtà a livello globale che alla vigilia degli anni Novanta capitalizzavano circa 120 miliardi di euro contro più di 70 titoli che ad oggi generano complessivamente 2.068 miliardi. Questi numeri sono stati calcolati da MFF con il supporto della banca dati di Milano Finanza intelligence unit. Ma come sono arrivati la moda e il lusso a mettere a segno un aumento della capitalizzazione di mercato complessiva di ben 1.880 miliardi di euro?
A contribuire in misura generosa sono soprattutto quelle realtà che nel corso dei decenni si sono trasformate da gruppi importanti a veri e propri conglomerati. Colossi come i francesi Lvmh e Kering e lo svizzero Richemont. Il primo, quotatosi nel 1987 a Parigi, è salito da una market cap di circa 15,5 miliardi agli attuali 421,7 miliardi di euro. Oggi il gruppo di Bernard Arnault, che ha archiviato il 2023 con un fatturato di 86,2 miliardi di euro, è il principale player dell’alto di gamma e il titolo di maggior valore del Cac 40, seguito dai 240 miliardi di Hermès e dai 238,5 miliardi di L’Oréal, che a fine 1989 sfiorava invece i 45,3 miliardi.

Il gruppo Kering è invece quotato dal 1988, dapprima come gruppo Pinault e poi, dopo aver acquisito Le Printemps e aver preso una partecipazione azionaria in La Redoute, come Pinault Printemps Redoute dal 1994. Il nome della società è poi diventato Ppr nel 2005 e Kering dal 2013. Al momento, sotto la guida di François-Henri Pinault, la casa madre di Gucci vale circa 51,4 miliardi contro i 19 miliardi di 35 anni fa. Richemont, a sua volta quotato dal 1988 ma a Zurigo, è salito da una capitalizzazione di 23,4 miliardi di franchi svizzeri agli attuali 77,6 miliardi (pari a 79,3 miliardi di euro al cambio di ieri).
Anche la società fast fashion H&M, quotata alla borsa di Stoccolma dal 1974, ha visto il suo valore volare da 1,79 miliardi nel dicembre 1989 a 206,7 miliardi di corone svedesi (17,8 miliardi di euro). Essilor, che capitalizzava 3,52 miliardi a Parigi, oggi come EssilorLuxottica ne vale 92,7. Ed è salito da 1,22 a oltre 135 miliardi di dollari (125,3 miliardi di euro) anche il colosso dello sportswear Nike, quotato a New York da dicembre del 1980. (riproduzione riservata)