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Miuccia Prada e Raf Simons: «I ritmi naturali hanno ispirato i nostri abiti per Prada»

Tra i best show dell’uomo della fall-winter 2024/25 su MFF-Magazine For Fashion 118 c’è anche quello della casa di moda milanese. Che ha svelato una collezione in cui collidono uomo e natura, interno ed esterno, Wall street e countryside

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Il backstage della sfilata Prada men's fall-winter 2024/25 (courtesy Prada)
Il backstage della sfilata Prada men's fall-winter 2024/25 (courtesy Prada)

«Volevamo parlare di qualcosa di rilevante in questo momento, un subject come la natura». Climate change? «Non volevamo toccarlo, ma lo abbiamo fatto. È un grosso problema». Così Miuccia Prada e Raf Simons raccontano l’uomo di Prada nel backstage dello show alla Milano fashion week. Una sfilata che ha compiuto una collisione. Uomo e natura, interno ed esterno, Wall street e countryside, come racconta lo stesso allestimento. Postazioni con computer all’ingresso, luci al neon da ufficio su tutta la sala, sospesa su di un pavimento di plexiglass trasparente a svelare il suo prezioso contenuto. Il materiale protegge un’anima verde, con erba, fiori, sassi e ruscelli, acqua che scorre. Human nature si sussurra nel dietro le quinte, in un mix che spazia dagli anni Venti all’avant-garde, i favolosi Sixties fino al fascino sottile della City finanziaria e delle camicie bicolore da trader.

«Seasons are back. L’alternarsi delle stagioni permette all’essere umano di continuare a guardare il mondo con occhi nuovi. Le stagioni sono state il tema ricorrente di tutte le scuole di pittura, la moda aspira allo stesso senso di rinnovamento», dice Miuccia Prada, ma «tutto con un occhio fashion». Lo styling non lascia alcun dubbio. I modelli sfoggiano una water instinct plasmata sugli abiti. Cuffie colorate come nuotatori, impermeabili da campagna inglese, doppiopetto da lupo di mare e bottoni dorati anche per il bomber oversize da abbinare a leggings da sport innevato su di un lago ghiacciato.

Tra capitani di un vascello e capitani d’industria in quel formale riformato, dalle shape più morbide, con cintura-chiusura dei pantaloni spostata sul fianco, grisaglie che si affiancano a colori accesi. «L’ idea del rinnovamento e del cambiamento, come la natura, i ritmi naturali. Questo ha ispirato gli abiti», precisa Raf Simons, «i capi riflettono il contesto circostante e ne sono influenzati: l’ufficio e la natura, l’interno e l’esterno, il cambiamento delle persone che attraversano queste sfere opposte». Il che si traduce anche in una sfida ai contrasti che i Prada boys accettano, protetti da cappucci, coperti dalla testa ai piedi si potrebbe dire. Se non fosse che se non si indossano le nuove stringate dalla suola super sottile, quasi da sub, si passa a sandali che lasciano scoperto il tallone d’Achille. Emblematico. Un presagio di fragilità sotto un’idea di uniforme? (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/02/2024 16:00
Ultimo aggiornamento: 23/02/2024 16:00
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