TrendMissoni, l’eleganza nel segno di Milano
Alberto Caliri s’ispira a degli storici scatti del 1978 alla Rotonda della Besana, quando il brand lanciò l’uomo. Ed esplora il mix tra maschile e femminile
«Sono partito dai ricordi del mio arrivo a Milano, tanti anni fa», spiega nel backstage di Palazzo Mezzanotte, storica sede di Borsa italiana, il direttore creativo di Missoni, Alberto Caliri. All’ingresso compaiono i nomi Missoni, come in quei segni verdi e rossi tipici degli stock exchange, ma nessun riferimento alla borsa. È Milano, chiarisce Caliri, il centro della collezione. In particolare una foto scattata alla Rotonda della Besana nel 1978, quando la maison annunciò il lancio della linea uomo. Questo gusto si riflette nello show, dove su seat cubici prendono posto i guest, tra cui spiccano l’attrice Margherita Buy e il ritorno di Chiara Ferragni. È il segno di Alberto Caliri. Una narrazione che si espande in modo organico stagione dopo stagione, sfuggendo l’urgenza del nuovo a ogni costo. Un racconto coerente, che cresce per stratificazioni. Riflesso di un marchio e di un’estetica inventata da una coppia, il dialogo tra maschile e femminile diventa dominante.

La donna Missoni si veste da uomo, sottrae capi dall’armadio di lui e li indossa così come sono, senza rinunciare all’altro sé, sinuoso e luccicante. Da una parte i grandi cappotti con martingala, i blouson dai volumi affermativi, i giacconi di shearling, i blazer dai colli puntuti e netti, i pantaloni con le pince e la piega, gli ampi bermuda di pelle tenuti su dalla cintura. Classici solidi e borghesi, ripensati nelle proporzioni. Dall’altra gli abiti longuette con sopra blouson che stringono e segnano la figura, ritmando il passo, attraversati da diffusi bagliori metallici. A legare il tutto, lunghe sciarpe, colli ad anello, piccole stole tricot, cappelli tra lupo di mare e newsboy, pump accollate e stivaletti rasoterra. Il missonismo, amalgama di pattern e colori, gioca su una policromia monocroma. Diverse note dello stesso colore si mescolano in scale tonali che invitano l’occhio alla scoperta, mentre texture e dettagli rivelano l’agitazione delle geometrie tridimensionali. La palette muove intorno a marrone, tabacco, ocra, cognac, latte e blu intenso, con check e fiammati alternati alla cadenza netta delle righe verticali.
Giudizio. Il modo Missoni si rivela stratificando, costruendo un’eleganza che è insieme memoria e presente, radicata nella città e nella sua idea di stile sobrio, concreto, profondamente milanese. Un racconto coerente, che cresce per stratificazioni. Riflesso di un marchio e di un’estetica inventata da una coppia, il dialogo tra maschile e femminile diventa dominante. (riproduzione riservata)
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