TrendCalvin Klein new obsession
La designer italiana Veronica Leoni conquista la Grande mela con il suo debutto alla guida della linea collection, fiore all’occhiello della moda Usa e tornata in passerella con un rinnovato esprit di minimalismo potente. In prima fila lo stesso fondatore del marchio di Pvh e volti iconici della sua storia come Kate Moss e Christy Turlington
La sfida non era facile. I riflettori erano puntati su una delle stelle del firmamento americano della moda, Calvin Klein, il brand e lo stilista che hanno rivoluzionato il linguaggio fashion con celebri campagne e con visioni estetiche dirompenti. E a tenere in mano saldamente l’hot ticket di stagione è Veronica Leoni, la designer italiana che ha superato la prova con il suo debutto alla guida di Calvin Klein collection, ricomparsa come linea e tornata a sfilare alla settimana della moda di New York, dopo uno stop di quasi sette anni con l’uscita di scena di Raf Simons.Il segreto? Forse nelle parole che si è scambiata con il designer americano.
«Quando ci siamo incontrati mi ha detto di non guardare al passato, che non ha bisogno di retrospettive», ha spiegato a MFF la stessa Veronica Leoni, nel backstage dello show avvenuto in una location speciale, la storica sede globale di Calvin Klein al 205 di West 39th street, nel quartiere della moda di New York. «Ho passato ore e ore nel suo archivio, ma sono tornata a casa senza neanche un pezzo perché non volevo indugiare nel sentimento nostalgico di celebrazione del brand», ha proseguito Veronica Leoni, finalista dell’Lvmh prize 2023, protagonista con il suo progetto Quira, e con esperienze negli uffici stile di marchi come Jil Sander, Celine, Moncler e The Row, «volevo piuttosto spingerlo a una nuova versione, senza rimanerne incastrata». E la fusione tra le sensibilità c’è stata, portando in scena un’estetica di purezza e potenza allo stesso tempo con una sartorialità sofisticata e una sensibilità moderna e minimalista.
Ecco pezzi essenziali riletti con una sinfonia leggera. Il cappotto, il trench, la mantella, il completo, la blusa di seta, la camicia, il pantalone a cinque tasche, le scarpe basse a punta quadrata si fondono con i codici che distinguono la griffe emblema dei look minimal americani fin dagli Novanta. E quel tocco iconico con la bottiglia di CK One reinventata come clutch. Andando in scena davanti a un parterre full of stars dove brillavano Kate Moss e Christy Turlington, profumo di icone, i visi di fragranze entrate nell’immaginario comune come Obsession ed Eternity. E ad accendere gli animi è l’arrivo dello stesso Calvin Klein, che Veronica Leoni ha salutato e baciato quando è uscita in passerella.
Giudizio. Sorprende piacevolmente. C’è il Dna, ci sono diversi spunti su cui riflettere, c’è la ricerca,, la sensualità dell’oggi e ci sono new obsessions. Non era scontato che Veronica Leoni tenesse così saldamente il timone in un progetto dove sicuramente si celano molte aspettative, un titano dell’immagine non facilmente domabile. Mostra tranquillità e sicurezza, già in linea con quel tempio di essenzialità dove le emozioni forse si impara a gestirle in privato. Ma sa anche sorridere. (riproduzione riservata)