TrendIl middle age rock di Louis Vuitton sfila ad Avignone
Medio evo glam tra retro-future e musica sono i codici usati da Nicolas Ghesquière per la collezione cruise 2026 della maison del gruppo Lvmh. Con uno stage teatrale nel cuore del Palais des Papes, diventato patrimonio mondiale dell’Unesco

Middle age plus Excalibur. Tocchi glam rock. Citazioni retro-future a film come Solaris di Andrej Tarkovskij. Un allestimento come un palco teatrale, dove si invertono i ruoli, sono le modelle a sedersi sugli spalti e a guardare è il pubblico, dove appaiono Emma Stone e Cate Blanchett o Pharrell che parla con la première dame di Francia Brigitte Macron, in quelle sedute che ricordano i tornei dei cavalieri medievali. Ecco l’ultima avventura immaginata da Nicolas Ghesquière, direttore artistico delle collezioni donna di Louis Vuitton, portando la cruise 2026 a sfilare in un luogo speciale, il Palazzo dei Papi di Avignone, che insieme al centro della città compie trent’anni dal momento della sua iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.
«Tutto è legato a un ricordo che ha avuto un grande impatto su di me», ha spiegato a MFF lo stesso Nicolas Ghesquière, «nell’estate del 2000, una serie di mostre e performance chiamata «La Beauté in fabula» fu messa in scena in preparazione al Festival d’Avignone. Trascorsi due giorni completamente immerso nelle incredibili sale del Palazzo, dove per la prima volta scoprii il lavoro di Bill Viola, che mi colpì profondamente e mi influenzò molto. C’erano anche Christian Boltanski, Pierre et Gilles, Pina Bausch, performance di Björk...». Un clash tra le epoche come si vede nella collezione con grandi cappe ricamate, broccati preziosi, effetti tappezzeria presi a prestito dalla camera da letto del Papa in questo palazzo.

Ma ecco calzari impalpabili e stivali gioiello, applicazioni di catene sugli abiti e riflessi lurex. Finchè non interviene il mondo di un rock speciale come quello di Janis Joplin, altra grande interprete e performer. «Questa incredibile fortezza medievale è diventata una vetrina per l’espressione artistica contemporanea. E questo mi riporta allo shock estetico che provai nel vedere tutte quelle installazioni e artisti all’interno di questo palazzo gotico. Fu come uno scontro tra epoche».
Giudizio. Una cruise che più che un viaggio fisico è un viaggio nel tempo. Con un bel risultato messo a segno da Ghesquière, forse con una delle sue migliori collezioni per la maison di Bernard Arnault. La moda oggi ha bisogno di avere più emozione? Ha perso il suo tocco magico? «Il fashion è diventato grande come industria ma ci sono tanti talenti che stanno esplodendo. Il prossimo ottobre sarà exciting in diverse città. Ed è bellissimo. So che è un momento in cui ci sono tante domande ma quello che possiamo fare è rimanere confident. Tutti vogliono fare al meglio, ma alla fine siamo tutti un unico team». (riproduzione riservata)