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Michael Kors, glam on the Sahara

Il designer americano, che questa stagione ha aperto il calendario della fashion week di New York invece di chiuderlo come in passato, chiama un parterre di star da Gwyneth Paltrow a Suki Waterhouse per evocare i ricordi dei suoi viaggi dall’Africa alla California

di Stefano Roncato (New York)
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Il finale della sfilata p-e 2026 di Michael Kors a New York (ph Francesc Ten/MFF)
Il finale della sfilata p-e 2026 di Michael Kors a New York (ph Francesc Ten/MFF)

Gwyneyh Paltrow, Suki Waterhouse, Lisa Rinna e le altre amiche di Michael Kors si fanno strada tra cactus e pietre disseminati lungo la location tra pareti di vetro e con mattoni a vista. «Come il giardino di una beach house, perché avevo in mente i ricordi di viaggi, dei miei viaggi. La California, la Puglia, il Sud Africa, Marrakech...», ha spiegato MFF lo stesso Michael Kors. Che sulle note di The ballad of Lucy Jordan di Marianne Faithfull fa sfilare quei colori presi a prestito dalle nuance terrestri.

È un glam on the Sahara con revers-sciarpa delle giacche morbide e con i pantaloni bombati un po’ oriental. I grandi monili sono di pelle, le borse hanno lunghe frange «perché mi piace l’idea di un corpo in movimento», ha continuato il designer americano di Capri holdings.

Un look Michael Kors p-e 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Michael Kors p-e 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Frange di pelle come lunghi orecchini, frange sottili per animare il fondo di una gonna. Tra quei completi di bianco assoluto che illuminano e si potrebbero indossare per un thè nel deserto, tra borse intrecciate con mano artigianale e tagli di sbieco per gli orli. Fino alla sera che compare in modo diverso. Niente tacchi alti, no red carpet canonico, nessuna costrizione. Gli abiti canonici vengono riletti da completi e abbinamenti di due pezzi top plus pants. Da onde di ricami e paillette velate con sapienti layering. Da camicie maschili sensualmente lasciate aperte per muoversi al vento. Di una Ibiza al tramonto o in una barca ferma in una rada mediterranea.

Giudizio. «Se mi piace l’hiking? Certo. Hiking to the spa», scherza il designer che sottolinea la sua collisione preferita, quella tra glamour e comfort. Un suo vero sigillo estetico che ben si sposa con quella palette molto earthy e con quelle linee super morbide. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/09/2025 19:20
Ultimo aggiornamento: 15/09/2025 19:20
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