TrendMare d’inverno per Chanel
Virginie Viard s’ispira a Deauville, città amata da mademoiselle Coco dove aveva aperto la sua prima boutique. Tra completi in maglia, stivali di montone e cappelli fermati da broches. «Qui è dove tutto è iniziato per la maison», spiega la creativa
La musica inconfondibile di Un uomo, una donna firmato da Claude Lelouch getta subito una magia sulla sala. Saranno anche le immagini firmate da Inez and Vinoodh che rendono omaggio nel film proiettato sul grande schermo dello show. E come nella pellicola interpretata a suo tempo da Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant, si respira l’aria di mare di Deauville, la città amata da mademoiselle Coco dove aveva aperto la sua prima boutique. Con un’ispirazione che torna oggi per Virginie Viard che riporta quelle atmosfere rarefatte, da tramonto sulla sabbia, nella sua collezione.

«Deauville è dove tutto è iniziato per la maison», ha spiegato la stessa Virginie Viard, mente creativa della fashion house della doppia C, «il 1912, la creazione del suo negozio di cappelli e subito dopo i primi abiti con il loro stile visionario, radicale. Rappresenta dove tutto è iniziato per Gabrielle Chanel. Una storia che mi sta molto a cuore». La morbidezza dei completi realizzati in maglieria, lunghi spolverini che toccano terra, grandi cappelli piegati e fermati da una broche per mitigare il vento che soffia su quella passerella in legno che è come pronta ad andare in spiaggia.

Tra panta-gonne e montone per gli stivali, per i cappotti doppiopetto e anche per le borse. Perché le iconic bag sono onnipresenti, in un diluvio di colori dai pastello a quelli più naturali. Per accompagnare un mix di completi come quelli boyish che aveva lanciato la stessa Coco, in un melange tra atmosfere anni 20 e un vago sentire flou Seventies, che regala un velo di eleganza mai troppo gridata, quasi fossero delle immagini soffuse alla Sarah Moon. «La silhouette di David Bowie, il magnetismo delle stelle del cinema che camminano sulla sabbia», ha continuato la designer, «come Anouk Aimée, una grande amica di Gabrielle Chanel. Questa collezione è un tributo a queste figure familiari».
Giudizio. Il mondo di Gabrielle Chanel è sempre molto presente, questa volta forse anche di più. La sfilata cita molto il guardaroba della stessa fondatrice, con quella rivoluzione che aveva portato avanti a suo tempo, mescolando touch maschili e femminilità mai troppo esibita. Un concetto che passa subito sottopelle, aiutato da un mondo di accessori, iconic bag in pole position, che fanno da catalizzatori super fashion e perenni oggetti del desiderio. (riproduzione riservata)