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Magliano, un acting takeover da Maxim’s

L’italiano tornerà a sfilare a settembre. Intanto, presenta outfit tailored, maglieria e due co-lab con Diadora e Carrera

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Magliano spring-summer 2027 (courtesy Magliano)
Un look Magliano spring-summer 2027 (courtesy Magliano)

Da Maxim’s, indirizzo leggendario di rue Royale, Luca Magliano mette in scena un lunch sofisticato che diventa performance. Per raggiungere l’installazione bisogna salire due piani di scale. Qui modelli e modelle, più simili ad attori che a semplici mannequin, siedono a tavola, conversano, si appoggiano agli specchi e animano una presentazione che trasforma la collezione in un racconto vivente. Il punto di partenza è la memoria. «Sfogliare un album significa accarezzare una patina immateriale capace di relegare anche una cosa di appena ieri al rango di ricordo», spiegano le note della maison Magliano.

Fotografie dei primi anni Duemila e degli anni Settanta si sovrappongono in un’estate torrida e sospesa, fatta di tavole sparecchiate, muretti di cemento e una noia quasi sublime. Da questo immaginario nascono foulard e fazzoletti ritrovati che acquistano tridimensionalità agganciandosi a cinture, colletti e reggiseni. Il nodo resta una firma distintiva del designer. Ex chiodi trasformati in croci attraverso saldature d’argento diventano talismani dal sapore pagano e mediterraneo, mentre le giacche di maglieria duramente suturate evocano l’eleganza languida di certi intellettuali degli anni Settanta.

«Il mio look preferito è un completo maschile indossato da una ragazza, con orecchini upcycled realizzati assemblando pezzi di ferro e argento. Le maniche sono arrotolate e volutamente cucite per dare un tocco ribelle a un look apparentemente conservatore», racconta Magliano. Il jersey a coste e a fiori aderisce al corpo con naturalezza, mentre le maniche corte sembrano fissate per sempre nel gesto dell’arrotolarsi. Lo smoking viene contaminato da dettagli workwear e i capispalla in tartan trasparente si deformano grazie a sistemi di gemelli fuori posto che accartocciano i revers.

Completa il racconto la collaborazione con Diadora, che rilegge il running attraverso un’estetica volutamente grezza. Running set in crêpe de chine si confrontano con trattamenti tie-dye dall’effetto vissuto, mentre tracksuit morbide trasformano il momento del recupero in un elemento di stile. Gli occhiali realizzati con Carrera eyewear chiudono infine i look con silhouette fumose che oscillano tra giorno e notte, come spettatori instancabili di albe senza tempo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 29/06/2026 19:00
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