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«Un omaggio agli esseri umani». Pharrell fa sfilare l’uomo della fashion house di Lvmh nel giardino dell’Unesco, sotto le bandiere di tanti paesi che verranno per le Olimpiadi. Con dandies iper decorati, tra accessori-gioiello, citazioni ai piloti e scatti della Terra

Il giardino dell’Unesco non può trattenere il segreto. L’erba è stata tagliata come fosse una fantasia Damier per accogliere lo show uomo Louis Vuitton firmato da Pharrell. Che ha scelto questa location non a caso dato il suo messaggio di visione al di là dei confini geografici.
Si sfila sotto le bandiere di tanti paesi, che sono pronti ad arrivare a Parigi per i giochi Olimpici. E i temi dell’inclusività e del mondo di domani sono al centro del filmato realizzato dal collettivo creativo Air Afrique per il pre-show della fashion house francese di Lvmh.

«Questo era un omaggio agli esseri umani», ha spiegato a MFF lo stesso Pharrell, nel backstage della sfilata, «tutto riguardava la carnagione, la pelle umana. I colori erano basati su queste tonalità. Si andava dal nero al marrone scuro, al marrone, al marrone chiaro, con un po’ di grigio in mezzo. Poi si è passati al beige e al beige chiaro. E infine al bianco. Just for humans, si è trattato di questo».

Un omaggio che viene raccontato dall’incedere sul prato di un global dandy iper-prezioso dalla silhouette allungata pronto a sfidare quel cielo scuro sopra la Ville lumière che promette pioggia ma non cede neanche a una goccia. Niente diluvio universale ma un diluvio di oggetti e accessori bling bling. In plexiglass trasparente o coperti di gemme, per passare attraverso modelli storici rivisitati e nuove passioni, tra Speedy, Alma, Monogram in chiave reloaded e Never-everfull, versione da viaggio della Neverfull.

Si parte con un total black tra giacche importanti e smoking che svelano una vera passione decor. Ecco applicazioni di spille sul petto, di broche lavorate, di gioielli anche come catenelle che penzolano sui pantaloni. Ed emblemi da aviazione. Perché la citazione estetica è quella ai piloti e ai loro celebri giubbotti. I piloti emblema del viaggio come racconta il Dna della griffe di Lvmh. Guardando il mondo dall’alto con quelle stampe che raccontano la Terra dallo spazio sulle bluse che chiudono lo show, pixelate ancora una volta un po’ Damier. Dopo il Damoflage, il Map-o-flage.
Giudizio. Bodyguard, celebrities, gli Arnault, la sua stessa famiglia. Pharrell è letteralmente accerchiato nel backstage dentro la sede dell’Unesco. Più da star che da stilista ma in fondo è proprio questo tocco magico che ha portato all’uomo di Louis Vuitton. Sa costruire un percorso di comunicazione in cui ovviamente la musica è la chiave di volta. E quando intervistato parla chiaro. Sa dove e come arrivare al punto, ha una visione oltre la moda. (riproduzione riservata)