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Louis Vuitton express

«L’idea di base è stata una stazione del treno con il suo potere evocativo», ha raccontato Nicolas Ghesquière, direttore creativo del womenswear della maison di Lvmh. Come in un omaggio al viaggio sfilano passeggeri eterogenei sulla musica dei Kraftwerk che ispirano una capsule di borse e accessori

di Chiara Bottoni (Parigi)
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L’appuntamento segreto è all’Étoile du nord. L’ideale stazione ferroviaria allestita in un edificio accanto alla Gare du nord di Parigi, che un tempo ospitava gli uffici di una compagnia di treni privata. Louis Vuitton toglie il velo sulla location del suo show, mantenuta segreta agli ospiti fino a poche ore dall’evento. Una sala d’attesa d’altri tempi, un luogo magico che evoca storie di viaggi e che è profondamente legato alle radici della maison ammiraglia di Lvmh. «L’idea di fondo è stata proprio una stazione ferroviaria con il suo potere evocativo», racconta Nicolas Ghesquière, direttore creativo del womenswear della maison di Lvmh. Un luogo che richiama scene di film come Casablanca, Harry Potter, Hunger games, 2046 fino ad Assassinio sull’Orient express. Pellicole citate dai ragazzi dell’ufficio stile, interrogati su cosa evocasse loro l’idea di stazione e usate da Ghesquière per costruire un guardaroba vario che incarna, anche con una certa ironia, la moltitudine dei passeggeri in transito.

Dalle balconate illuminate da luci blu si intravedono le sagome di uomini e donne in viaggio, la musica dei Kraftwerk riempie la scena come preludio a una collaborazione che prenderà forma su look e accessori. L’immaginario di Nicolas Ghesquière si sviluppa con quella potenza visiva che caratterizza le sue collezioni, inscenando una parata di personaggi curiosi, quelli che si potrebbero incontrare sui binari in attesa del loro treno, con tra le mani custodie monogrammate per strumenti musicali, coperte e persino una lanterna o ancora i vanity case che portano subito alla mente l’imminente lancio del beauty del marchio. Gli abiti di questi passeggeri riflettono la loro eterogeneità tra capospalla tecnici, cargo pant, gonne di volant stratificati, ampi maglioni con motivi futuristici, slipdress floreali, ensemble di maglia corposa o maxi gonne di balze arruffate.

Una proposta Louis Vuitton fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)
Una proposta Louis Vuitton fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)

La cover di Trans Europe express dei Kraftwerk dà vita a una capsule di abiti e articoli in pelle in collaborazione con la band elettronica di Düsseldorf. Si staglia sul retro di una tuta o diventa decoro delle borse di stagione. Davanti a un parterre tra cui spicca Brigitte Macron, che lo stilista abbraccia a fine show, oltre a star amiche del designer come Saoirse Ronan, Alicia Vikander, Lea Seydoux, Jennifer Connelly ed Emma Stone, alla cantante Lisa delle Blackpink e alla famiglia Arnault al completo sfilano tute in lattice indossate su camicie di velluto rosso, giacche a vento grafiche con loghi Vuitton o coperte tartan drappeggiate. Per la sera, l’attenzione si sposta su abiti a forma di armatura da samurai, lavorati a maglia su enormi pieghe di chiffon millefoglie. Una ad una le modelle salgono le scale e si posizionano sulla balconata della stazione, osservando il pubblico dall’alto, in attesa del loro treno.

Giudizio. Un altro show kolossal accende la Paris fashion week. L’attesa creata dall’evento ristretto e tenuto segreto fino all’ultimo viene premiata da quella che si può definire una performance coreografa al millimetro per raccontare una collezione ampia ed eterogenea, con elementi funny e un grande focus sugli accessori. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 10/03/2025 21:40
Ultimo aggiornamento: 11/03/2025 19:17
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