TrendLouis Vuitton e gli Shibuya boys
Pharrell Williams chiama Nigo per disegnare a quattro mani il menswear del marchio ammiraglio di Bernard Arnault. Con una collezione che mixa il lusso della fashion house francese con lo streetwear più di tendenza aTokyo e per la new generation nipponica

Il Sol levante si è alzato su Louis Vuitton. Che per l’uomo del prossimo inverno scende in campo con una collezione disegnata a quattro mani da Pharrell Williams, già resident designer per l’uomo firmato LV e Nigo, lo stilista-icona giapponese con un carnet creativo dai nomi come Bape e Kenzo. Un duo che insieme aveva già creato in passato i brand Billionaire boys club e con Icecream. Una fusion, come direbbero gli amici del food, per palati streetstyle con un occhio super cool.
Dato che i look mescolano sacro e profano, coccodrillo e jeans destroy rimodulato, tracce militari e sportswear, a partire dal mondo del baseball con varsity jacket e camicie da lanciatore tra monogram e ideogrammi. Inaugurando una rotta speciale, Paris – Shibuya, come compare nelle scritte sui capospalla.
La palette è una metamorfosi. Dalle tonalità heritage dell’abbigliamento maschile classico alle sfumature di canvas e denim del workwear alle tinte in pelle dei rockabilly, ecco luci rosa dei fiori di pesco giapponesi. Le grafiche si spostano tra tapestry camouflage e pattern leopardati ricamati a mano sulla pelle, tra motivi astratti che richiamano paesaggi e pois che mutano forma. Fino alle teste dei due creativi, che divengono un bozzetto stilizzato che compare sulle borse a segnare quella che viene chiamata Phriendship, citando le lettere del nome dello stesso Pharrell. Che chiama l’artista giapponese Azuma Makoto a rielaborare il baule Courrier Lozine 110, creando flowers e ceremony trunks.
Camminano in quell’allestimento a cura di Wonderwall, studio creativo di design con sede a Tokyo fondato da Masamichi Katayama, con teche d’archivio con legno riciclato, che orbitano intorno al palco circolare evocando gli archivi di Louis Vuitton. Invece sono adornate da creazioni provenienti da collezioni del passato e da pezzi unici di collezionisti privati. Spoiler, in una delle vetrine che si sono illuminate alla fine dello show, i capi possono essere già ordinati grazie a un apposito QR code.
Giudizio. Interessante mix di sensibilità, con un appeal smart alla collezione che si muove su più sapori e su concetti di preziosità. Un dandy streetstyler che strizza molto bene l’occhio anche a tutto il mercato asiatico e a quel panorama musicale che è sempre vicino a Pharrell e al brand. (riproduzione riservata)