TrendLo zig-zag ad arte riletto da Missoni
Il famoso motivo appuntito in versione macro e 3D rivive sulla maglieria e sugli abiti immaginati dal creativo Filippo Grazioli
A febbraio, era stata una celebrazione tra le righe, quella dello stilista Filippo Grazioli per il womenswear di Missoni. E ora il designer torna per immaginare una nuova prospettiva della fashion house supportata dal fondo Fsi di Maurizio Tamagnini, entrato nel 2018 con il 41,2% delle quote (mentre il restante 58,8% rimane in mano alla famiglia Missoni). Il designer non dimentica di certo quell’eredità importante che dal 1953 valse ai fondatori Ottavio e Rosita Missoni l’appellativo «the ones of the stripes», ma in passerella porta oggi un’evoluzione, inscenando un atto di semplificazione massimalista del celebre zig-zag della casa. Che si ingigantisce e diventa macro, incontro-scontro di colori primari.

Rosso, blu, giallo, bianco e nero formano linee larger-than-life che procedono spezzandosi verso direzioni opposte e divergenti formando una serie di angoli. E che addirittura si espandono nella terza dimensione, costruendo forme leggere, svolazzanti e scultoree. Artsy e che prendono spazio, come i gioielli fuori scala. Come contrappeso, le silhouette sono striminzite con leggings che aderiscono al corpo. Alcune invece ampie con quei copricapi in pelliccia di maglia che chiedono spazio. Volume anche per il tripudio di frange come filamenti che fluttuano al passaggio.
Giudizio. Un guardaroba chiassoso che vuole essere un «energico atto di riduzione, che minimizza i fattori di cui è fatta la moda, colore, linea e texture, per massimizzare l’effetto». E impattante, il nuovo zig-zag di Missoni lo è di certo. (riproduzione riservata)