TrendLe viaggiatrici orientali di Hui alla Milano fashion week
La stilista cinese porta in passerella le muse della sua cultura d’origine. Tra kimoni destrutturati, dress impalpabili e print che citano il Paese del dragone
A«Le grand tour» firmato Hui va in scena alla Milan fashion week. Così la stilista giapponese Zhao Huizhou ha chiamato la sua ultima season, che è andata in scena nel cuore della città lombarda, al Museo della scienza. Una collezione il cui titolo fa riferimento al tradizionale itinerario nell’Europa continentale che i giovani aristocratici occidentali intraprendevano prima dell’ingresso in società. E che per Hui diventa punto di partenza per una serie di citazioni, tutte al femminile, della sua matrice autoctona.
Le viaggiatrici muse di Hui sono infatti quelle le coraggiose esploratrici narrate nelle antiche poesie di Du Fu della dinastia Tang, ed ancora la scrittrice e viaggiatrice Sanmao, icona di indipendenza al femminile, e Wang Xiaomei, direttrice e founder dell’Hands on memory museum, che ha fatto della tutela del patrimonio artistico locale il cuore del suo impegno. Ed ecco che in passerella compaiono long dress leggerissimi con rouche sulle gonne che li rendono tattili, pants e top mini in seta abbinati a lunghi mantelli, body come corsetti, e kimoni destrutturati i cui elementi diventano decorazioni per abiti midi in denim.
Protagonisti del catwalk sono i pattern, tra cui si riconoscono scogliere marine, simbolo di potere nella cultura cinese, e bouquet di farfalle e peonie, che ricoprono completi in seta dal fit loungewear. Completano i look, ballerine con lacci in vernice laccata o in tessuto con frange applicate, portaocchiali al collo, cappelli a punta da viaggiatrice. Mentre per la palette colori, Hui ha immaginato un guardaroba dai colori pastello, tra l’azzurro e il rosa antico, fino al blu notte e il nero e un giallo ocra acceso.
Giudizio. Hui continua il suo percorso attraverso cui sempre più intreccia i codici orientali con l’allure occidentale. Il risultato è uno stile in movimento in cui la semplicità e la pulizia di ascendenza occidentale si specchiano nella sottile delicatezza della cultura del Paese del dragone. (riporduzione riservata)