TrendLe texture in motion viste da Issey Miyake
La filosofia di a piece of cloth viene celebrata grazie alla relazione con le opere di ceramica dell’artista Shoji Kamoda
Indossare non abiti, ma texture. Farle danzare sul corpo, creare un dialogo tra le superfici e la luce che su di esse si riflette. Il lavoro di ricerca per immaginare nuovi percorsi creativi coi tessuti continua per Issey Miyake Im men facendo tappa nell’atelier del ceramista Shoji Kamoda. Il rigido materiale utilizzato da quest’artista giapponese diventa il punto di partenza per degli abiti a squame dove linee rette e curve si incrociano come su un piatto. Nati da processi elaborati che ne amplificano la tridimensionalità, i nuovi tessuti danno vita a look aerei, pieni di leggerezza, ma con una certa robustezza, con un tocco etnico che si mescola a capi urbani dai colori smaglianti.
La sfilata, organizzata alla Fondazione Cartier, spazio multiculturale dove Miyake ha più volte preso la parola con le sue creazioni, non solo quelle di moda, inizia con la performance di tre danzatori mascherati. Dietro i loro avvolgenti costumi dalle tonalità bordeaux, che si mimetizzano con i pannelli decorativi dello show, si intravvede già un messaggio di energia, di movimento. Poi si continua con pantaloni ampi drappeggiati, alcuni portati con blouson che, quando stesi, formano un cerchio e sono stati stampati in questa posizione. Altri capi sono in nylon proveniente da reti da pesca riciclate, un materiale che si rivela resistente e leggerissimo. Ai piedi, calzature facenti parte del progetto Issey Miyake foot intrapreso dallo studio di design e Asics sportstyle, con modelli che avvolgono i piedi come bendaggi atletici.
Giudizio. Una collezione di ampio respiro, dallo stile trasversale, adattabile e che riafferma le sue origini culturali giapponesi proiettandole su un dinamico terreno di ibridazione stilistica. (riproduzione riservata)