TrendLe sculture cubiste di Junya Watanabe
Volumi edgy in un caleidoscopio di sperimentazione sulle forme del corpo. Cubi e piramidi sui top leather e dress realizzati con capelli
La location scelta da Junya Watanabe è così buia che servono le luci dei cellulari per trovare i seat. All’interno di un cantiere, a fianco dei grandi magazzini Printemps, panche di legno costeggiano un percorso «V». Le pareti sono scrostate e il pavimento in cemento con fori di martello pneumatico. Le luci si accendono e parte il soundtrack tutto di Jimi Hendrix. Le prime uscite sono scultoree e ricordano gli esperimenti degli scultori russi di primi novecento, come Archipenko o Rodchenko. Il mood è leather con giacche chiodo che si metamorfosano in volumi angolari, con spigoli vivi, cubi e piramidi. Lo stesso gioco avviene con i trench, in color khaki, mentre stivali anfibi dal sapore punk diventano maniche di giubbini.
«Sono affascinato dalla creazione di abiti che sembrano irreali», spiega il creativo. «Questa volta, ho creato abiti quotidiani da una prospettiva cubista». In linea con il contributo dei più grandi stilisti giapponesi, che in passerella hanno sempre portato forme innovative e una tendenza all’eccesso, che è in realtà una forma di introspezione, Watanabe indugia nei materiali più eccentrici e propone una techno-couture, una moda tecnologica e futuribile. Il tutto, però, a partire da capi che lo stesso Watanabe definisce «banali».
Pantaloni lineari, trench, giacche da motociclista, camicie bianche. I brand presenti nello show includevano giacche da motociclista realizzate con stivali Dr. Martens e un paio di jeans Levi’s. L’obiettivo dello stilista di Fukushima è di rendere straordinario l’ordinario. Le sue doti tecniche appaiono geniali, i suoi esperimenti con tessuti performanti, le sue confezioni e i suoi drappeggi articolati danno alle collezioni un vero e proprio profilo artistico.
Giudizio. Uno show tra i più riusciti delle ultime stagioni per il creativo jap, che l’anno prossimo compirà 65 anni. Alcuni pezzi da antologia o da exhibition. Andrew Bolton del Costume institute del Met seduto in prima fila prende nota. (riproduzione riservata)