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Le identità mascherate e fragili di Vaquera

di Donato D’Aprile (Parigi)
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Un look Vaquera fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Vaquera fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

In passerella da Vaquera sfilano figure schermate da maschere che oscurano e trasformano le modelle in archetipi. Sembrerebbero a tratti voler proteggere le loro identità così fragili. Body in pelle, blazer ristretti, capi modellati come sculture piegate a mano. Rosa shocking, verde menta e grigi metallici amplificano una femminilità volutamente artificiale.

Vaquera costruisce un racconto coerente dove il futuro non è ideale, ma fratturato e profondamente complesso tra teatralità e ironia. Il racconto di un immaginario che senz’altro non punta a piacere in modo immediato. O forse non punta affatto a piacere. Un universo riconoscibile, dove quel presente sempre più fratturato si fa estetica.

Le proporzioni esasperate e le silhouette quasi caricaturali accentuano una tensione costante tra couture e pop culture, tra desiderio e rifiuto. Ogni look sembrerebbe a tratti interrogare lo spettatore più che sedurlo, ribaltando le noiose aspettative tradizionali della passerella.

Giudizio. Una collezione concettualmente solida, potente e coerente nel suo caos. Non tutto è perfettamente risolto, ma l’identità è chiara (anche troppo).

Orario di pubblicazione: 03/03/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 03/03/2026 19:00
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