TrendDiotima monta a cavallo alla New York fashion week
La stilista Rachel Scott, a pochi giorni dall’esordio alla guida di Proenza Schouler, omaggia per il proprio brand il dipinto Femme cheval dell’artista cubano Wifredo Lam. Con una collezione, tradotta in tessuti traslucidi, mohair pressato e references equestri, come atto politico nel tempo presente
Nel penultimo giorno della New York fashion week e alla vigilia del President’s day, Rachel Scott, dopo il suo debutto per Proenza Schouler, svela una collezione in dialogo diretto con il panorama sociale americano. Al centro, non l’America come gli Stati Uniti, ma il continente nel suo complesso da Nord a Sud, Centro e Caraibi, così come ha fatto Bad Bunny durante l’Halftime show al Super bowl.
In questo contesto nasce l’ultima collezione di Diotima. Un richiamo ancestrale che trova il suo interlocutore ideale nel dipinto Femme cheval realizzato nel 1943, da Wifredo Lam, artista cubano capace di tenere insieme spiritualità afro-americana, modernismo europeo e una potente coscienza politica.
Il dialogo con l’eredità di Lam non è esercizio citazionista. A Diotima è inseparabile dal politico. E oggi, in un contesto segnato da fratture, stanchezza e polarizzazioni identitarie, la necessità di rielaborare il messaggio di Lam appare urgente, quasi inevitabile. Le sue tele, attraversate da storie di sradicamento, resistenza e decolonizzazione, impongono un approccio fatto di studio, rispetto e misura.

Al centro della collezione emerge la figura della femme cheval, essere liminale, umano e divino insieme. Una contro-immagine rispetto all’immaginario coloniale, che sovverte il paradigma dell’oggetto del desiderio per trasformarlo in soggetto di potere spirituale e culturale. Qui l’autonomia erotica non è seduzione.
È proprio dal corpo che la visione prende materia. Tessuti traslucidi lasciano intravedere la pelle, le maglie si aprono e si separano, il mohair pressato con rever in viscosa evoca la pelliccia senza mai imitarla. Il linguaggio equestre si traduce in giacche da equitazione che amplificano il bacino, le colonne allungano la figura, frange e linee suggeriscono criniere e fruste senza cadere nella letteralità.
Alcuni capi dialogano direttamente con l’immaginario di Lam, traducendone la forza in costruzione sartoriale. Opere come La jungla, Femme cheval e Omi obini orientano palette e materiali, generando atmosfere dense e stratificate che si riflettono in jacquard gobelin, stampe digitali su canvas di lana e seta, intarsi in organza applicati a mano e maglieria in merino finissimo.
La vocazione artigianale di Diotima si intreccia, ancora una volta, con il racconto diasporico. La collaborazione con Refugee atelier a New York coinvolge donne provenienti da diverse parti del mondo. Inscrivendo la collezione pienamente nel suo tempo. (riproduzione riservata)
- Chi era Wifredo Lam e quale fu il suo impatto nel contesto artistico e politico dell'epoca?
- Genera un report programmato sugli sviluppi futuri della New York Fashion Week e sulle tendenze emergenti.
- Esistono altri designer che hanno tratto ispirazione da opere d'arte per le loro collezioni?