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Le decontestualizzazioni per Neil Barrett alla Milano fashion week

di Margherita Malaguti
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Un look Neil Barrett spring-summer 2025 (courtesy Neil Barrett)
Un look Neil Barrett spring-summer 2025 (courtesy Neil Barrett)

«Ho tolto gli elementi dal loro contesto». Così Neil Barrett racconta a MFF la sua nuova prova uomo. E tra linee, tagli e costruzioni precise, il pro player del tailoring lavora su un risultato orgogliosamente lineare, pratico, pragmatico. Eppure con un qualcosa in più.

«Si tratta di elevare il quotidiano», chiosa, riferendosi a un processo che si basa su tre pilastri. «Il primo, ingegnerizzare l’attitude nei capi. Ho preso gli elastici ferma-manica delle camicie e li ho applicati a tutta la collezione, affinché anche su maglieria e giacche si potesse arrotolare il tessuto e mostrare le braccia».
Secondo twist, i tessuti come taffetà e duchesse che arrivano dai ball gown dell’abbigliamento femminile da sera nei pezzi fondamentali del menswear, felpe e tute comprese.

Infine, «il terzo tentativo di estrapolazione dal contesto è stato prelevare un frammento dell’abito da uomo e clonarlo su item inaspettati. Taschino e pochette, già sinonimo della raffinatezza di Cary Grant e James Bond, ora anche su T-shirt».

Giudizio. «A volte arrivare un’idea semplice è più difficile che fare cose complicate», spiega Neil Barrett. Come a dire che in una rappresentazione ben fatta, sia essa un guardaroba o uno show, lo sforzo per il suo raggiungimento non si deve vedere. E così è. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/06/2024 19:29
Ultimo aggiornamento: 17/06/2024 17:41
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