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All’opéra con Dries Van Noten

Per la prima sfilata come direttore creativo della maison di Puig, Julian Klausner sceglie il Palais Garnier per omaggiare «le storie che queste pareti potrebbero raccontare» Tra velluti lussureggianti, tessuti jacquard e nappe per tende che diventano struttura dell’abito in un mélange di sartoriale e flou

di Chiara Bottoni (Parigi)
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I saloni del Palais Garnier diventano lo specchio di epoche passate. Nell’aria si respira la magia delle figure femminili che hanno popolato questo luogo incantato nel cuore di Parigi. Dietro le tende del palcoscenico appaiono le donne immaginare da Julian Klausner per la prima sfilata in qualità di direttore creativo di Dries Van Noten. «La collezione è stata creata pensando al luogo, alle storie che queste pareti potrebbero raccontare e all’energia di un altro tempo che riempie l’aria», spiega il designer. «Mi sono innamorato dei vestiti fin da bambino, guardando tra gli abiti dei miei genitori. Lanciavo le cose insieme, sentivo le consistenze e le sensazioni che l'indossarli può accendere. Una cintura stretta, un cappotto pesante o una sciarpa avvolta in un certo modo potevano creare un personaggio, lasciando correre la mia immaginazione».

Un racconto che prende forma attraverso le figure che scivolano nelle sale, tra silhouette che trasmettono storie immaginarie e l’eleganza di altre epoche riletta in chiave odierna. La sartorialità dei suit dalle spalle ingigantite si scioglie in abiti flou fatti di annodature, sovrapposizioni e innesti magici di tessuti e colori. I polsini e i colletti dei cappotti e delle giacche nere si allargano per creare un’allure contemporanea, i dress drappeggiati sono arricchiti da riccioli scolpiti in matelassé, mentre i bottoni ricoperti di tessuto si aprono delicatamente lungo le gambe dei pantaloni. Cinture corsetto mettono in evidenza la vita.

Un look Dries Van Noten fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Dries Van Noten fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)

Lacci di scarpe decorano il fronte dei coat o diventano un vezzo che spunta dalle maniche come un gioiello. Gli elementi decorativi dell’opera, come i velluti lussureggianti, i tappeti jacquard e le nappe per tende sono decoro ma talvolta diventano essi stessi struttura portante dell’abito, mentre sete con motivi rubati alla cravatteria danno vita ad abiti drappeggiati, che esplodono in fiocchi scenografici. Ci sono le dame ma anche le ballerine protagoniste della scena, che vestono ensemble di maglia e pantaloni con la staffa. A coronare un racconto che celebra il dialogo tra passato e futuro.

Giudizio. Il line-up finale rende tutto più chiaro. Gli anni trascorsi da Julian Klausner nell’ufficio stile della maison di Puig accanto al fondatore hanno lasciato un segno. La sequenza di colori e materiali crea un’armonia d’insieme unica. L’effetto è più dirompente dei singoli look e la poesia artigianale e visiva di Dries Van Noten rimane intatta. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/03/2025 19:14
Ultimo aggiornamento: 05/03/2025 19:15
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