TrendLe dame del lago di Chanel
La maison della doppia C sfila con la collezione Métiers d’art su una passerella sospesa sulle acque del West lake ad Hangzhou tra 1.000 guest tra cui Tilda Swinton, Charlotte Casiraghi e Lupita Nyong’o. Vanno in scena capi iper preziosi dalle lavorazioni couture, tra riferimenti alle decorazioni dei paraventi Coromandel, piumaggi, cristalli e tweed

Le acque del West lake di Hangzhou si trasformano in una passerella sospesa avvolta dall’oscurità al calare del sole. Mille persone, arrivate a bordo di barche tradizionali, siedono attorno al palcoscenico ricreato nel punto più simbolico della località turistica cinese per assistere alla sfilata Chanel Métiers d’art 2024/25. Tra di loro ci sono Tilda Swinton, protagonista del film di lancio girato da Wim Wenders, Charlotte Casiraghi, Lupita Nyong’o e ambassador asiatici come Wang Yibo, Zhou Xun e Liu Wen tra gli altri.

Il fil rouge è un paravento di Coromandel. Quello che decorava lo studio di mademoiselle Coco Chanel a Parigi. La leggenda vuole che riprendesse le immagini di Hangzhou, città nota per il suo artigianato, e questo ricrea il dialogo con il savoir-faire dei Métiers d’art protetti dalla casa di moda negli spazi di le19M a Parigi. Il suono live di quattro tamburi tradizionali apre il sipario sulle femme della maison della doppia C. Dame iper preziose avvolte in silhouette dalle proporzioni allungate o cortissime, esaltate da seducenti cuissardes creati da Massaro.

I tweed delle giacche croppate abbinate a piccole gonne o a coulotte si illuminano dei bagliori di cristalli, fili d’oro accendono i velluti eleganti dei lunghi coat mentre plissé candidi danzano sul corpo, valorizzando il lavoro di Lemarié e Lognon. I nomi dei dodici Métiers sono evocati passo dopo passo sulla scena. Montgomery e giacche corte oversize sono impreziositi da alamari realizzati da Paloma, i ricami di Atelier Montex arricchiscono le tasche di seta, le maniche a pagoda e i colletti alla coreana.

Tutta l’expertise vive nei dettagli, dai piumaggi che rivestono le giacche trapuntate nei colori pastello, per evocare i toni dei paraventi, ai decori che ne riproducono i disegni tradizionali. Motivi di camelie e fiori di loto ricamati da Lesage corrono per tutta la lunghezza degli abiti. L’oro si impossessa del pizzo. Jeans blu sbiaditi evocano le increspature sulla superficie dell’acqua del lago, mentre il nero, il marrone e i toni più scuri rimandano al legno robusto. Fiori e frutti ispirano medaglioni e polsini creati da Goossens. Cappelli realizzati da Maison Michel, berretti e sciarpe completano le silhouette. In una commistione magica tra tradizione e presente che accompagna tutto lo show immaginato dal team creativo della maison. Nell’attesa che venga svelato, a brevissimo, il nome del nuovo o della nuova leader allo stile.
Giudizio. Un applauso a scena aperta risuona tra le file del parterre. «Il marchio è più forte di qualsiasi nome», sottolinea a MFF il presidente delle attività moda Bruno Pavlovsky. Non si stenta a credergli. La forza di Chanel è insita nel suo heritage indiscutibile. Una figura leader arriverà ma, nel frattempo, la casa di moda continua a coccolare il suo consumatore nel mondo regalandogli il sogno. (riproduzione riservata)