TrendArmature soft secondo Max Mara
Cappotti avvolgenti, giacche dalle maniche strutturate, cagoule, dettagli leather e rivetti metallici come decoro definiscono la donna di Ian Griffiths. Che evoca Matilde di Canossa, figura chiave del Medioevo

Un viaggio nel tempo che porta al Medioevo e a una figura storica rappresentativa dell’epoca come Matilde di Canossa. Ian Griffiths traduce sulla collezione di Max Mara la sua visione di un’era ricca di contraddizioni, creando le sue armature soft. «Ho evocato una donna carismatica, nota per la sua eleganza e dignità. Gli stessi valori che vedo nella donna Max Mara», sottolinea Griffiths. Che sceglie di conferire ai capi un aspetto vissuto, come se fossero passati attraverso stratificazione di epoche e di linguaggi.

Sulla scena sfilano cappotti ampi che avvolgono come una coperta di Linus, cagoule che circondano il viso, giacche di maglia dalle spalle plasmate. Soft & hard insieme. La silhouette è corta e valorizzata da cuissardes alti fino alla coscia oppure allungata per gli abiti e le gonne con godet che fasciano i fianchi. Novità di stagione è la pelle scamosciata impiegata per capi interi o per dettagli. Inserti di nabuk che si accompagnano a rivetti metallici, decori come standardi regali. E anche i colori raccontano una forza interiore, evocando il manto di leoni e di fiere mitologiche.

Giudizio. Un bel lavoro sul prodotto che rende i capi subito desiderabili. Dai cappotti, vera anima del marchio, passando per gli abiti in maglia o in raso, che accarezzano il corpo e al contempo lo proteggono. (riproduzione riservata)
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