TrendLe armature romantiche di Pronounce
Il brand dei designer cinesi Yushan Li e Jun Zhou torna in calendario sfilate tra tailoring e pezzi statement dal feeling artigianale
Un tailoring dalle linee forti e pulite, che si richiamano alle armature, dialoga con una vibe artisanal sulla passerella di Pronounce. Il brand dei designer cinesi Yushan Li e Jun Zhou torna in calendario sfilate a Milano, ripartendo da un club sotterraneo dietro l’università Bocconi. «Abbiamo scelto un luogo moderno, dove andrebbero i guerrieri asiatici oggi», spiegano a MFF nel back i designer. L’atmosfera dello show è molto diversa dall’ultima presentazione, allestita nell’intimità di una galleria d’arte. Qui si respira un’energia giovane, un senso della velocità nel passo spedito dei modelli sulla pedana.
Forme arrotondate si alternano a volumi spigolosi, come corazze avvolgenti che trasmettono un senso di protezione. Tonalità naturali di marrone, sabbia e nero, con punte di blu e rosso, scandiscono una palette sofisticata e senza eccessi cromatici. La collezione si muove sull’esplorazione continua dell’elemento della fune, sia resa in 3D se lavorata a mano, intrecciata o tessuta, sia stampata e ricamata sul denim.
Completi in lana e cashmere, Mao suits contemporanei ed elaborati abiti in maglia. I bottoni sono il dettaglio prezioso che si collega all’heritage cinese della label con i loro bagliori di giada bianca, agata grigia, occhio di tigre, obsidiana e cristallo di rocca, scelti per il loro differente livello energetico, spiegano i designer.
Tra gli accessori spiccano la collaborazione con l’artista Lu Zheng per una borsa in legno di forma arrotondata e quella con il team creativo di 998E per gli occhiali da sole. La sfilata vede il lancio ufficiale del primo servizio su misura fatto a mano del brand, dando inizio alla personalizzazione. Taglia, materiale, colore e dettagli possono quindi essere scelti dai clienti. «È un progetto a cui pensiamo dalla scorsa stagione, perché i nostri clienti ci chiedono sempre qualcosa di speciale».
Giudizio. La visione del duo basato a Milano e Shanghai muove tra tensione volumetrica e precisione sartoriale, plasmando armature per il quotidiano e pezzi statement frutto di innovazione creativa e tecnologica. La sfilata si accompagna al lancio del primo servizio su misura del brand. «È un progetto a cui pensiamo dalla scorsa stagione, per quei clienti che ci chiedono qualcosa di speciale». (riproduzione riservata)