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La visione multiculturale di 3.Paradis

Emeric Tchatchoua, fondatore e direttore creativo del brand, continua a raccontare la sua storia personale attraverso capi che riuniscono savoir-faire diversi in armonica condivisione

di Silvia Manzoni (Parigi)
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Un look 3.Paradis spring-summer 2025 (courtesy 3.Paradis)
Un look 3.Paradis spring-summer 2025 (courtesy 3.Paradis)

Ci sono molte culture che si specchiano nella collezione di 3.Paradis. Emeric Tchatchoua, fondatore e direttore creativo del brand, continua a raccontare la sua storia personale attraverso capi che riuniscono savoir-faire diversi in armonica condivisione. C’è l’artista Johanna Tordjman, le cui opere impreziosiscono la collezione, c’è Serge Houazio con le Teintures de France che ha messo a disposizione le sue tecnologie di punta. E ci sono i mondi di Emeric.

La Francia dell’infanzia, il Camerun dei genitori, l’America dove è arrivato da adolescente. C’è l’universo street e quello dello sport, con la collaborazione con la squadra di calcio del Paris Saint Germain e con l’Nba, e l’immancabile tuffo nel celeste, il suo colore-faro. «In questo mondo standardizzato e minaccioso», afferma il designer, «la moda deve fare più che stupire, deve elevarci vero un mondo migliore e una miglior versione di noi stessi». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/06/2024 02:00
Ultimo aggiornamento: 22/06/2024 02:00
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