BusinessLa strategia di servizio di Rino Mastrotto group
La società da 360 milioni, partecipata da Prada e Renaissance, cresce da puro fornitore di pelle a piattaforma con 10 stabilimenti e 1300 addetti
Sono numeri monstre quelli elencati al MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025 da Matteo Mastrotto, ceo di Rino Mastrotto group, nel corso del suo intervento per raccontare la realtà di uno dei leader globali nella concia. Che si sta trasformando da un semplice fornitore di pelle a una piattaforma di materiali differenziati per moda, automotive e arredo anche grazie all’ingresso nel capitale di un fondo di investimento come Renaissance e a seguire di Prada, che ha acquisito il 10% delle quote portando in dote due concerie di prestigio come Superior in Toscana e Limoges in Francia. Il gruppo oggi è formato da dieci stabilimenti tra Italia, che pesa per il 70% sulla produzione complessiva, ed estero, dando occupazione a 1.300 addetti per un giro d’affari di 360 milioni di euro nel 2024.
«Non siamo solo pelle. A partire dal 2020, su richiesta dei nostri stessi clienti della moda, abbiamo effettuato una serie di acquisizioni per assicurarci aziende di tessuti, nastri e accessori», ha ricordato Matteo, figlio del fondatore Rino Mastrotto. L’ultima operazione è quella che ha dato vita a una joint venture tra famiglie “storiche” dell’imprenditoria vicentina, i Mastrotto e i Marzotto, denominata Jacqart-Trame d’arredo e focalizzata sul tessile per la casa. Del resto, la diversificazione delle destinazioni è una scelta strategica dei fornitori di materiali e accessori, permettendo loro di compensare nei momenti di crisi le perdite di un certo tipo di clientela con la ripresa di altri settori.
Oggi per Rino Mastrotto group la moda genera il 50% dei ricavi, l’automotive il 30% e il rimanente 20% dipende dall’arredo. «Questa distribuzione piace anche ai nostri clienti che possono ispirarsi ad altri mondi, come accade soprattutto per i designer dell’auto affascinati dalle novità di prodotto e dalle tecniche che sviluppiamo per il comparto fashion», ha aggiunto il ceo. E a proposito di innovazione, una delle più significative tra quelle introdotte nelle factories di Rino Mastrotto group prende il nome di Heart, progetto che ha permesso alla società di Trissino (Vicenza) di risparmiare il 90% di impiego idrico sulle fasi di riconcia, tintura e ingrasso. Matteo Mastrotto parla di quello attuale come «un momento entusiasmante per lo sviluppo costante di novità, c’è una ricerca del bello che non vivevamo da tempo. Dopo anni di forte spinta in termini di produzione, ora stiamo tornando sul prodotto per far di nuovo innamorare il cliente». Il 2026 come si preannuncia? «C’è qualche spiraglio di luce nel mercato, lo notiamo già da settembre. Quindi sono positivo, sarà un anno molto più stabile». (riproduzione riservata)