TrendLa sinful night di Saint Laurent
Lo stilista Anthony Vaccarello esplora il lato oscuro del menswear della maison di Kering. Tra trench di pelle, pantaloni motard, cuissardes e suit morbidi nei più classici tessuti maschili, indossati sempre con una cravatta
Il salone circolare della Bourse de commerce, dominato da grandiosi chandelier posati a terra, si veste di oscurità notturna per accogliere il menswear di Saint Laurent, presentato nelle giornate della haute couture parigina. Con in mente una campagna scattata da Robert Mapplethorpe per la maison nel 1983, Anthony Vaccarello esplora il concetto di dualismo tra fluidità e tailoring, tra quotidianità borghese e notte peccaminosa. «Ho pensato al periodo scuro di Yves Saint Laurent, segnato dalla dipendenza. Da qui è nato il contrasto tra un’idea di giorno borghese, incarnata da abiti rispettabili, e una notte segreta, durante la quale condurre un’altra vita», spiega Anthony Vaccarello, direttore creativo della maison di Kering.
Con i capelli tirati indietro da una patina di gel, come i modelli negli scatti di Mapplethorpe, gli uomini di Saint Laurent incedono in suit dalle spalle pronunciate e in trench leather indossando cuissardes alti fino alla coscia, che ricordano gli stivali che Betty Catroux portava con i suoi mini dress safari. Un paio di occhiali per coprire lo sguardo consumato dalla perdizione e l’incedere svelto per nascondere i più torbidi segreti. Il contrasto da soft e rude prende forma anche nei materiali, che alternano i tessuti classici della sartoria maschile alla pelle per pantaloni motard e capospalla avvolgenti. Le giacche doppiopetto hanno le spalle abbassate, classiche cravatte si stringono al collo di camicie candide, i cappotti si portano con il bavero alzato come per proteggersi dagli sguardi altrui e per la sera si adornano di piumaggi sfilacciati per caratterizzare l’incedere di questi uomini tormentati.
Giudizio. «L’aspetto “pericoloso” di questa maison è ciò che la rende così cool», sottolinea Vaccarello, ribadendo come la moda non sia solo fatta di vestiti ma rappresenti anche una realtà, un aspetto sociale. Lo show, sempre potente, trasmette bene l’idea di un mood ripetuto in maniera ossessiva nei look che si rincorrono sulla scena circolare. Tra pezzi di sartorialità dal sapore 80s e pelle sadomaso. (riproduzione riservata)