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La sinfonia sperimentale secondo Maison Margiela

Glenn Martens debutta nel pàp del marchio legato alla Otb di Renzo Rosso. Tra denim all over pants che si aprono come grembiuli, layering di tuniche su giacche a far trapelare le silhouette dei capospalla e nastro adesivo su sottovesti e in vita come una cintura

di Stefano Roncato (Parigi)
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Un look Maison Margiela spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Maison Margiela spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Un flauto candido, come invito alla sfilata di Maison Margiela, ricorda quegli strumenti musicali che si suonano alle scuole medie. E in effetti il bianco della fashion house accoglie un’orchestra speciale, animata da bambini-artisti vestiti con abiti da gran galà di taglie più grandi. E iniziano a suonare, non esattamente all’unisono, celebri melodie come quelle di 2001 Odissea nello spazio o il Bolero di Ravel. Una cacofonia voluta sicuramente, un po’ ironica un po’ naif. Forse è una metafora, forse Glenn Martens, mente creativa della griffe di Otb di Renzo Rosso, si sente come un bambino che sta affrontando un percorso blasonato, in questo caso proprio l’eredità Margiela.

Lo scorso luglio, il debutto alla guida dell’alta moda con la linea Artisanal è stata la conferma di un matrimonio ben riuscito. Ora è toccato al pàp tra uomo e donna, che escono con il viso costretto in un’espressione fissa a bocca aperta, a causa di un divaricatore metallico che aggancia le labbra. Non proprio rassicurante, ma Martens, come già accaduto nelle sfilate Diesel, ha sempre giocato con il corpo umano non solo con gli abiti ma con twist dalle lenti colorate al body painting. Qui, a guadare bene, i punti metallici celebrano il celebre logo con i quattro punti che di solito è sul cucito sul collo dei capi Margiela.

Ma ecco che iniziano metamorfosi di pantaloni che si aprono e si portano come grembiuli. Vincono le sovrapposizioni, con camicie e giacche che compaiono come ombre cinesi sotto una maglia o una tunica. Il gilet è un mezzo metamorfico, lo smoking è ha vibrazione estetica tra giacche con revers mutanti che diventano sciarpe. Spazio a denim all over e a quel mood legato al nastro adesivo. Che serra la vita dei pantaloni, rende lucido una sottoveste o imbriglia tutto il busto di un abito aereo del finale. In uno show che parte solo dopo l’arrivo di Kim Kardashian, accessoriata con il suo nuovo hair look corto. La fa assomigliare molto alla madre Kris Jenner. Sarà solo per oggi?

Giudizio. Il debutto di Glenn Martens con l’alta moda aveva avuto sicuramente un effetto dirompente, con un’estetica forte come un pugno nello stomaco. Prediligendo la ricerca pura come messaggio. Con il pàp ora si declinano maggiormente stilemi della maison verso una dimensione più quotidiana e real, regalando quei brividi sperimentali amati dai Margiela fans. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/10/2025 19:02
Ultimo aggiornamento: 06/10/2025 19:02
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