TrendLa sinfonia noir di Armani Privé
«In vent’anni di alta moda è la prima volta che non sono a Parigi», sottolinea Giorgio Armani, «ma posso contare sulla collaborazione di mani e menti capaci, al mio fianco da sempre». Lo stilista convalescente non ha presenziato fisicamente allo show che ha supervisionato però da remoto. Intessendo un’ode al nero in un dialogo aperto tra maschile e femminile
Le porte di Palazzo Armani in rue François 1er a Parigi si schiudono nuovamente agli ospiti del défilé couture di Armani Privé. Dopo lo show di inaugurazione dello scorso gennaio, l’edificio battezzato in occasione del 20esimo anniversario dell’alta moda del designer torna a essere teatro della sfilata. Ma a fare gli onori di casa questa volta, in via eccezionale, non è Giorgio Armani. Lo stilista, che avrebbe voluto presenziare all’evento, è stato trattenuto infatti a Milano in convalescenza, dopo aver saltato anche le sfilate dell’uomo, per poter riposare in vista di settembre, quando si celebreranno i 50 anni della Giorgio Armani. «In vent’anni di Armani Privé è la prima volta che non sono a Parigi», sottolinea il designer in una nota. «Durante questi viaggi respiro l’energia della città, mi carico dell’adrenalina delle prove. Tutto questo mi manca, non lo nego, ma so di poter contare sulla collaborazione di mani e menti capaci, al mio fianco da sempre. Ho così potuto seguire il consiglio dei dottori che, sebbene mi sentissi pronto a partire, hanno suggerito di prolungare il riposo».
Ma la sua mano è presente e lascia un firma riconoscibile sulla collezione. «Se sono arrivato fino a qui è per la concentrazione ferrea e l’attenzione maniacale con cui controllo tutto. Lo sto facendo anche adesso. Pur non essendo a Parigi ho seguito e curato da remoto, in collegamento video, ogni aspetto della sfilata, dai fitting alla sequenza e al trucco. Quel che avete visto ha la mia approvazione e la mia firma».
Una dichiarazione forte di Armani che concentra la sua attenzione sul nero, colore da sempre amato e oggi esplorato nella sua completa gamma di sfumature e possibilità per le creazioni di alta moda. Abiti si stagliano sulla passerella come un tratto grafico preciso che definisce le silhouette con eleganza e seduzione. Centrale è il dialogo tra maschile e femminile. Ad aprire la scena sono dress fluidi con inserti di ricami in tinte vivaci per poi lasciare spazio a riletture dello smoking e del frac, nelle giacche scultoree portate a pelle o nei blazer indossati con camicia bianca, papillon e pantaloni dalla linea asciutta. «In questa collezione mi sono concentrato sul nero per esaltarne l’allure notturna e seducente nel valzer infinito di maschile e femminile. Ho immaginato silhouette lunghe, assolute, che in passerella si muovono come segni di inchiostro e che brillano in modo discreto, senza accecare», ha proseguito Armani.
«Il nero è, per un designer, il più classico dei colori e allo stesso tempo la prova più difficile. Quando lavori con il nero non ti puoi permettere di sbagliare, ogni dettaglio deve essere perfetto, perché il nero mette in evidenza l'essenza di un abito». Il colore viene esaltato dal bagliore dei lunghi abiti sinuosi mossi da fiocchi, da plastron trasparenti e polsini come bracciali e acquista una luminosità speciale grazie all’accostamento dei velluti con le sete metalliche e nel contrappunto con l’oro e con i pavé di cristalli delle fodere interne, che catturano lo sguardo.
Giudizio. Il colore dell’eleganza per eccellenza viene esaltato nella collezione Armani Privé. Nessuno esce a salutare il pubblico ma la mente corre veloce verso lo stilista che dall’Italia ha seguito, passo dopo passo, la realizzazione dei capi e dello show. In attesa di un ritorno a settembre per celebrare i 50 anni della Giorgio Armani.(riproduzione riservata)