TrendLa serenata in chiaroscuro à là Elie Saab
Una collezione dal sapore incantato che cita i cieli stellati e l’arte slava, con richiami alla natura
Dal nero al bianco, in un crescendo luminoso di tinte e dégradés. La sfilata di Elie Saab al Musée des arts décoratifs è una passeggiata in un mondo incantato dove le sirene fanno sentire la loro voce musicale e le dee di un Olimpo fashion percorrono altere e irraggiungibili dei reali red carpet. È una serenata a più voci, un avvicendarsi di danze e di silhouette che portano tutte l’imprimatur del grande designer.
Lavorazioni preziose, ispirate all’arte slava, le paillettes che ricoprono il fourreau di una sirena, i fiori cuciti su un tulle color carne che sembrano spuntare dal nulla, quasi surrealisti, le piume fissate sul dress viola di velluto, molto presente in tutta la collezione o ancora il grande fiore al collo, fissato sul nastro, che riprende l’anémone puntato sulla spalla, ogni elemento invita a lasciarsi andare alla meraviglia di un reame fantastico.
Una serie di abiti dal colore dorato, in cui si mescolano scintille di un lurex prezioso e costellazioni argentee attraversano un cielo notturno, tra una cascata di frange che richiamano le acque di sorgente. I corpetti sono lavoratissimi, alcuni riprendono geometrie art déco su un sontuoso gown in bianco e nero. Ma ci sono anche frivolezze red e verdi, con quel fremito che fa sussultare le leggerissime stole piumate, l’aria si fa più calma: arriva, solenne, la sposa, avvolta in una polvere di stelle dorata che si alza dal lunghissimo strascico e sembra avvolgerla come un’aura magica.
Giudizio. Una collezione che invita alla meraviglia, all’ammirazione, al desiderio. Con abiti che sono il frutto di quel lavoro artigianale su cui da sempre Saab si appoggia nei suoi atelier per dar vita al sogno. (riproduzione riservata)