TrendLa rivincita di Luar alla New York fashion week
Raul Lopez porta in pedana la collezione dal nome «El pato», termine che in America Latina viene usato come insulto omofobo. E sulle note di una salsa degli anni 80 sfilano look massimalisti. E il creativo si riappropria di questa parola citando i big Galliano, Gaultier e Lacroix
Luar svela una collezione dal sapore massimalista. Per la fall-winter 2025/26 Raul Lopez riprende il termine «El pato», che adotta come nome dello show, che in America Latina viene usato come insulto omofobo. Il designer decide di riappropriarsi di questa parola con una sfilata extra, dall’estetica anni Ottanta, che si è aperta sulle note di El gran Varón, celebre salsa di Willie Colón, che racconta la storia di Simón, il figlio prediletto di un padre che lo vuole crescere a sua immagine e somiglianza. Da adulto, Simón inizia un percorso di transizione, viene rifiutato dalla famiglia per poi morire in solitudine di Aids. Il creativo ha omaggiato questa canzone scrivendo una poesia che cita: «Era come uno specchio in cui ero costretto a guardare ogni volta che uscivo».
Quindi Lopez con i suoi look ha cambiato il significato di «El pato», ispirandosi anche ai big John Galliano, Jean-Paul Gaultier e Christian Lacroix. Il primo a uscire sul catwalk è un completo bianco con stampa coccodrillo con blazer monospalla stretto in vita. Maniche a pipistrello, pantaloni in pitone e dettagli asimmetrici infiammano la passerella. Nastri, tessuti plastificati, giacche piumate e tracksuit attirano l’attenzione di chi li guarda. Key item un maglione in lana grigio dal taglio laterale che lascia intravedere una camicia con cravatta bianca. Ricorrenti anche blazer strutturati e pantaloni in lana che hanno rafforzato il tema di eleganza esagerata. (riproduzione riservata)