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La rinascita di Egonlab e la co-lab con Tinder

Nero e trompe l’oeil per la collezione del brand che sigla una collaborazione con Tinder per una capsule benefica

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Egonlab fall-winter 2026/27 (courtesy Egonlab)
Un look Egonlab fall-winter 2026/27 (courtesy Egonlab)

Ad aprire lo show, la voce di Jameela Jamil recita il manifesto del brand: un invito a trasformare il dolore in forza, la creatività in arma e l’amore in un atto di resistenza. La collezione di Egonlab, concettuale più del solito, si chiama Lazarus a significare la rinascita. Il nero domina la palette, accompagnato da texture sorprendenti, trompe l’oeil e giochi di asimmetria che incarnano la metamorfosi continua del marchio. Le silhouette amplificate, le spalle esagerate e i doppi volumi di gonne e giacche esaltano la filosofia gender less, mentre denim, piume e patchwork fondono couture e realtà urbana. Per la prima volta, il brand apre le porte alla collaborazione: con Tinder nasce la capsule Love will not tear us apart, che unisce T-shirt grunge, hoodie destrutturate, un anello a cuore e un pezzo couture in piume tartan realizzato da Maison Février. Il 30% dei profitti andrà a Safe place, associazione femminista contro ogni forma di dominio. E per completare il racconto, le iconiche Chuck Taylor first string di Converse ricevono una reinterpretazione sartoriale unica.

Giudizio. Lazarus non è solo una collezione: è un laboratorio di identità, un manifesto per chi rifiuta di piegarsi alla convenzione, un invito a rinascere senza rinnegare il passato. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/01/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 22/01/2026 19:02
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