TrendLa poesia scomposta scritta da Craig Green alla Paris fashion week
Craig Green torna in passerella alla Paris fashion week e lo fa a modo suo, con un racconto che si scompone e si ricompone. Camicie tagliate e riassemblate quasi come collage, maglieria con dettagli ispirati a cerimoniali antichi, tra pattern floreali e interessanti dettagli cromatici. Inevitabile l’associazione con il film Midsommar di Aster. Il tartan? Una versione 2.0 raccontata su trench e camicie, tra cuciture a vista volutamente imperfette, shorts-kilt che riportano al cuore British del brand. In questo mondo frammentato e coerente, parka e outerwear tornano con geometrie asimmetriche e tagli spiazzanti.
È quell’effetto strano e affascinante di quando qualcosa appare familiare ma ti sorprende, come una canzone già ascoltata. Tutto cambia e tutto resta, in un equilibrio mai lineare ma perfetto. E ancora, la collaborazione con Fred Perry tra iconiche polo, righe e il richiamo di quelle subculture britanniche che hanno segnato intere generazioni. La palette si fa spazio tra blu elettrico, rosso, verde, arancio e kaki. A chiudere, un tripudio di fiori e patchwork. Un mash-up insolito e proprio per questo irresistibile.
Giudizio. Tra frammenti di memoria e nuove visioni. Un nuovo linguaggio, potentissimo e personale, dove il disordine diventa armonia. (riproduzione riservata)