TrendLa Parigi anni 30 di Rochas vista da Alessandro Vigilante
Debutto alla guida della fashion house per il creativo italiano. Che proietta i codici d’archivio in una sfera radicale
Un italiano a Parigi. O, meglio, alla direzione artistica di una delle maison più quintessenzialmente francesi, Rochas. «Non mi sarei mai aspettato di trovarmi qui, invece è stato tutto easy», spiega a MFF Alessandro Vigilante all’Hotel d’evreux in place Vendôme, tra modelle come un tableaux vivants in un decor-boudoir hibiscus pink.
Sfilano abiti drappeggiati, un arazzo di raso ricamato con mazzi di ortensie e nastri che si trasforma in gonna o coprispalla. Caftani rigati trovano grinta attraverso manicotti azzurri, un tailleur con print dalmata richiama il lusso Belle époque. La luce gioca con i trucioli argentei di una gonna indossata con una giacca dal tailoring sagomato. «Volevo una donna femminile, senza cadere nel sexy. Perciò mi sono immerso negli archivi e, forse per il mio background eterogeneo, ho individuato facilmente il registro giusto», afferma Vigilante. Che definisce così la collezione: «Unlock your possibilities. Bisogna sbloccare gli automatismi e aprire l’immaginazione».
Il punto di partenza è stata una foto di Peter Mollino, Fairytales for adults, del 1939, con una donna in lungo dietro cui si vedono oggetti d’arte che ne rivelano la personalità. «Il guardaroba è la storia di una donna anche attraverso l’immaginazione». Il pizzo nero, che già ornava un altro mito di casa Rochas, il flacone del profumo Femme, compare nelle calze e persino nel trucco. Ma questo è solo il primo capitolo, perché lo stilista sta già pensando a quello che potrebbe svolgersi, a settembre, in passerella. (riproduzione riservata)